Meryl Streep in versione Trump: l’America sul palco

La Lady di Ferro del grande schermo in scena sul palco del Delacorte Theater di Central Park a New York regala una pungente parodia di uno dei candidati più controversi alle presidenziali americane.

I sipari sulle presidenziali americane ancora devono calare e in scena ancora tutto può succedere. In seguito alla storica nomination della Clinton, ormai ufficiale candidata democratica, sui social impazzano le immagini della performance di Meryl Streep sul palco del Delacorte Theater di Central Park a New York. 

La celebre attrice tre volte premio Oscar si è trasformata in Donald Trump, regalando ai suoi spettatori un ritratto impietoso nel magnate americano candidato alle presidenziali Usa. Meryl Steep ha indossato un ampio abito scuro e una cravatta rossa con una parrucca biondo cenere e una quantità non indifferente di crema arancione. Distinguere l’originale dal fake sembra davvero impegnativo. La Streep si è esibita in un duo con Christine Baranski, intonando ‘Brush up your Shakespeare’, un numero dal musical di Cole Porter “Kiss me, Kate”, con tanto di suggerimenti per conquistare le donne recitando versi del Bardo. Il dato interessante è che molte delle parole all’interno della canzone non hanno avuto bisogno di essere “parodizzate” perché si adattavano perfettamente alle attitudini del magnate.

CkUB3q8WkAAvNKD.jpg-small

La Streep ha riscosso un successo incredibile, in versione live e social, nonostante l’ispida parrucca: “Possiamo fare un accordo – me lo farai sapere – perché tutte le donne dicono no?”, è stato l’esordio, seguito da un incredibile scroscio di applausi. L’attrice, impegnata nella campagna a sostegno della Clinton, ha avuto l’idea della performance che non ha deluso i fans.  Inciderà sugli equilibri internazionali? probabilmente no, ma attraverso uno straordinario talento artistico si continua a parlare del magnate americano che sta riscuotendo un successo incomprensibile anche agli americani stessi. La domanda che nasce spontaneamente a questo punto è: “ripensare alla Streep farà così ridere anche alla chiusura dei seggi elettorali?”

Comments

comments