Nonnismo a Pavia: scandalo al collegio Borromeo

Rivelazioni shock sul Collegio Borromeo di Pavia: indagati cinque studenti per abusi e violenze ai danni di altri collegiali. Due gli episodi contestati: un 19enne chiuso per ore in un’armadietto, un altro minacciato con una lama arroventata.

Cinque studenti sono stati espulsi dal rinomato collegio Borromeo di Pavia. Hanno dovuto raccogliere i loro vestiti, fare le valigie e prendere la loro strada. Il motivo? Un’inchiesta risalente al mese di Maggio che ha rivelato una realtà shock all’interno delle quattro mura dello storico monumento. Gli episodi contestati sarebbero due in particolare: il primo ha come vittima un giovane di 19 anni, svegliato durante la notte, chiuso a chiave nell’armadio con le ante rivolte alla parete per due ore, fino a cadere stremato e svenuto all’interno della gabbia di legno e liberato da un vicino di stanza, che aveva sentito dei rumori vicino al muro; il secondo, invece, ha come sfortunato protagonista una matricola a cui avrebbero cosparso  le mani con il deodorante per poi dare fuoco ai suoi peli con un accendino e avrebbero in seguito avvicinato una lama arroventata ai suoi occhi con il chiaro intento di minacciarlo. Una realtà di minacce e vessazioni, di nonnismo e soprusi che per anni è rimasta celata, volutamente nascosta.

IMG_2306La Provincia di Pavia ha ricevuto anche la lettera di Tommaso Pepe, ex studente del Borromeo, oggi ricercatore alla Brown University di Providence, negli Usa: “La storia è nota, ma nessuno ne parla: il sistema di vessazioni, offese, soprusi e sofferenze che attanaglia i Collegi Storici di Pavia e li trasforma, dietro il velo d’apparenza illustre, in luoghi di pratiche abominevoli al limite dell’alienazione e dell’assurdo”. Pepe cita episodi e circostanze che l’hanno visto coinvolto in prima persona, ma ha anche ricordato gli «ormai celebri bignè imbottiti di sperma dati in pasto ad alcuni allievi del Borromeo nella primavera del 2010 sino alle sessioni notturne in cui gli studenti obbligano altri studenti a denudarsi». Dopo la vicenda dei bignè in due furono espulsi. «Capri espiatori», dice l’ex collegiale alle pagine del Corriere della Sera.

La lettera in oggetto è stata, tra l’altro, il centro di aspre critiche da parte degli organi più alti del Collegio, dimostrando di non essersi affatto sensibilizzati sull’argomento. Il rettore del collegio Borromeo, Don Paolo Pelosi, fa sapere di «non voler entrare nel merito della lettera che non rappresenta lo spirito che anima questa istituzione». Sulla stessa linea Sigfrido Boffi, presidente del cda del Collegio Santa Caterina ed ex studente del Borromeo che chiede «proposte costruttive e non lettere scandalistiche». Questa vicenda obbliga, senz’altro, ad un’attenta riflessione sulla pericolosità del nonnismo e dell’omertà. A Pavia esiste. Fortunatamente, però, non tutti hanno taciuto.

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