Il mercato delle spose vergini: l’evento più atteso dai rom

Sono felici e bellissime, le giovani donne rom, truccate e con i vestiti migliori, per loro sta arrivando il momento di incontrare gli uomini della loro vita, per i loro genitori quello di guadagnare vendendole.

È giorno di festa a Stara Zagora, in Bulgaria dove giovani donne si sono vestite e truccate, indossando i loro vestiti migliori per incontrare l’amore della loro viva. Hanno appena superato i dodici e anni e per la cultura rom sono già pronte per unirsi il matrimonio. Il “mercato delle spose” si tiene quattro volte l’anno ed è un’occasione per i genitori di guadagnare qualcosa, vendendo le proprie figlie al miglior offerente. Il costo di una “sposa” va dalle 5 mila alle 10 mila leva (dai 2500 ai 5000 euro): i ragazzi e le ragazze, ai quali di solito è proibito parlarsi, fanno conoscenza ballando insieme. Se scatta la scintilla e nasce l’amore le famiglie si mettono a negoziare un prezzo vantaggioso per entrambi.

A partecipare sono soprattutto i rom di etnia Kalaidzhi, una delle comunità nomadi più povere: il mercato delle spose è una tradizione che va avanti da generazioni e che riscuote moltissimo successo, non essendo vissuto come degradante ma come un momento di gioia e di festa per tutti. Tuttavia la crisi è arrivata anche tra i bulgari: hanno, di fatti, dovuto rinunciare ai matrimoni in grande stile ed è sceso anche il prezzo delle spose, il cui valore di mercato si è notevolmente ridotto.

L’asta è un momento molto significativo per tutta la comunità che è vissuto con grande apprensione sia dalle famiglie che dalle spose, che saranno valutate per la loro bellezza e per le loro qualità nel delicato ruolo che andranno a ricoprire. Nel momento in cui termina l’asta, la donna diventa un possedimento della nuova famiglia anche se dovrà effettivamente attendere la data del matrimonio per rendere ufficiale il patto stipulato.

spose rom

Photo Credits: Facebook.

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