Addio Gianni Versace: 19 anni dalla sua morte e le dinamiche non sono ancora chiare

Ricorrono 19 anni anni dallo storico omicidio di Gianni Versace sulle scalinate della sua casa a Miami Beach, ma l’assassino (forse) è ancora a piede libero…

Era il 15 luglio 1997 e Gianni Versace, celebre stilista e imprenditore italiano, veniva assassinato sulla scalinata della sua sfarzosa villa a Miami Beach. Raggiunto da numerosi colpi di pistola in pieno giorno, Versace si accasciava  per non alzarsi più, in quella che venne descritta come “una vera e propria esecuzione”. Dell’omicidio fu incolpato Andrew Cunanan, un tossicodipendente, spree killer, latitante, reo di aver assassinato in precedenza altre persone. Andrew Cunanan non venne mai interrogato né a suo carico venne mai istituito un processo perché fu trovato morto alcuni giorni dopo su una piattaforma galleggiante nella baia. Furono fatte diverse ipotesi sul fatto che Cunanan fosse stato ucciso perché fosse a conoscenza del vero assassino dello stilista, ma appena il cadavere fu rinvenuto,venne cremato, rendendo impossibile l’autopsia.

Dopo 15 anni a riaprire il caso sul delitto fu l’ex compagno dello stilista, Antonio D’Amico. In un’intervista al settimanale Gente, l’uomo con cui Versace ha convissuto per anni ipotizza una regia «occulta» dietro l’uccisione: «Non ho mai creduto alla tesi del mitomane» racconta D’Amico, «Cunanan che né io né Gianni avevamo mai visto, ha agito su indicazioni altrui. In più il caso è stato chiuso troppo in fretta, gli americani volevano togliersi la patata bollente e la famiglia ha accettato la loro versione. Fosse stato per me, sarei andato avanti. Ma io, per la legge, non ero nessuno».

La notizia sembrerebbe avvalorata dalla tesi contenuta in “Metastasi”, il libro firmato dai giornalisti di Libero Gianluigi Nuzzi e da Claudio Antonelli, secondo cui Gianni sarebbe stato ucciso dalla ‘ndrangheta. Il movente? I debiti: “La criminalità organizzata calabrese aveva in pugno Versace, forniva droga alla famiglia dello stilista e aveva rapporti un po’ con tutti gli imprenditori locali di Milano”. La sorella dello stilista, Donatella e il fratello Santo hanno sempre smentito tale ipotesi: «Non c’era alcun complotto. Ai tempi dell’omicidio, anche per la notorietà dell’ucciso, fu svolta una tra le più intensive indagini nella storia della polizia della Florida e gli inquirenti stabilirono che Cunanan agì da solo». L’omicidio rimane, dunque, ancora avvolto nel mistero, almeno apparentemente…

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