La scoperta: il sushi (di Massimiliano) allunga la vita

Lo garantisce la scienza: mangiare sushi allunga la vita. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Neri, uno dei massimi esperti del settore, modello e imprenditore di fama internazionale.

Scoperto l’elisir di lunga vita: secondo uno studio condotto dal Centro Nazionale per la Salute di Tokyo, il sushi sarebbe garanzia di longevità. Come mai? Ma è naturale: per il suo mix equilibrato di pesce freschissimo, ortaggi di stagione, riso, alghe e tofu, un insieme di alimenti nel complesso povero di grassi e molto digeribile. Siete corsi a comprare un biglietto destinazione Sol Levante? Non serve! Oggi anche l’italia ha il suo angolo di paradiso dedicato alla giovinezza: si tratta di Kukai, il sushi bar di Massimiliano Neri completamente dedicato a questo salutare frammento della cultura orientale.

Massimiliano, modello e imprenditore, interrogato sullo studio che incorona il sushi come il biglietto da visita per una vita sana e longeva ci ha risposto così: “Non posso garantire sulla longevità perché sono ancora troppo giovane, però una cosa posso dirvela: il sushi fa bene davvero. Innanzitutto perché rispetto alla carne rossa, che contiene diversi tipi di ormoni, non è uno dei fattori che provocano le malattie cardiovascolari e in secondo luogo perché oltre ad essere un cibo a basso contenuto di grassi, se preparato con ingredienti freschi è anche molto consigliato dai salutisti. Il sushi è anche un ottimo alleato contro l’obesità, che insieme alle sue evidenti complicazioni, è tra i più alti fattori di mortalità nel mondo. Mangiare sushi è mangiare sano e chi mangia sano vive a lungo“.

Lo studio, pubblicato qualche settimana fa sulla rivista scientifica British Medical Journal, riapre una finestra di contatto tra la cultura orientale e quella occidentale: il segreto di una vita longeva è nella connessione tra diverse realtà…mangiare sushi si, ma a Capri tra gli splendidi scorci del paese che ha il culto della bellezza, d’altra parte si sa, anche gli occhi vogliono la loro parte.

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Photo Credits: Facebook

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