Il dossier shock: “Nel mondo 1 milione e 200 mila bambini schiavi”

I dati shock di Save the Children: in Italia nei primi sei mesi dell’anno raddoppiati i bambini soli giunti via mare rispetto al 2015, sono loro il nuovo mercato della schiavitù.

Ci sono un milione e 200 mila anime invisibili: il dossier di Save the Children è chiaro, “I minori vittima di schiavitù e grave sfruttamento nel mondo sarebbero, secondo le stime, un milione e 200 mila. Una vittima di tratta su cinque è un bambino o un adolescente. Una realtà drammatica, che resta però fortemente sommersa, registrando, al di là delle stime e delle proiezioni, un numero molto inferiore di casi realmente identificati. Basti pensare che gli ultimi dati ufficiali disponibili parlano di 15.846 vittime di tratta accertate o presunte tali in Europa, di cui il 15% è un minore.”

In Italia la tratta di persone costituisce una delle maggiori fonti di reddito per la criminalità organizzata, seconda solo al traffico di droga e di armi.Nel nostro paese una grande spinta è arrivata dai flussi migratori, per cui si parla di minori non accompagnati da un adulto, il che li rende vittime preferite dei trafficanti. 70.222 persone sono giunte via mare in Italia tra gennaio e giugno 2016, di cui 11.608 minori: il 90% non avrebbe una persona adulta come punto di riferimento e quindi sarebbe facile preda di speculazione. Purtroppo però lo sfruttamento minorile rimane un fenomeno “invisibile”: basti pensare alle sole 464 persone denunciate per riduzione in schiavitù tra il 2013 e 2015 in Italia.

Raffaela Milano, direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children ha sottolineato l’urgenza della situazione: “È importante che questi ragazzi trovino punti di riferimento affidabili per decidere del loro futuro: per questo motivo, oltre alle nostre attività di protezione dei minori migranti in frontiera Sud, a Roma, Milano e Torino, abbiamo attivato un nuovo servizio di helpline dedicato ai minori migranti, un numero gratuito che risponde in sei lingue, fornendo orientamento legale e psicologico, e che vuole essere un punto di riferimento per tutti i minori che possono trovarsi in situazioni di rischio e per tutti coloro che vogliono aiutarli.”

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Photo Credits: Twitter

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