Tradimento con inganno: è reato

Fingere di non aver consorte o di essere divorziati e percorrere la strada del tradimento, costituisce un reato: quello di sostituzione di persona.

Allarme ai furbetti: la pacchia è finita. Fingere di non avere un partner non solo è amorale ma adesso costituisce reato. È quanto chiarisce la Cassazione con una recente sentenza in cui lo identifica come un comportamento punibile ai sensi del codice penale. A darne notizia è il portale di consulenza giuridica Laleggepertutti.it.

Tutti quelli che la sera prima di uscire si sfilavano la fede dovranno fare attenzione perché fingere di non aver moglie o marito o essere divorziati, se non è vero, è registrato come reato nel nostro codice, quello di sostituzione di persona. Il caso che ha scatenato il dibattito, comunque, a un ché di comico: l’uomo, “sposato con famiglia”, pur di mantenere il rapporto con l’amante, racconta Laleggepertutti.it, le aveva detto di aver ottenuto l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota, corredando la bugia con un falso certificato, riprodotto al computer. Aveva, inoltre, frequentato con l’amante un corso prematrimoniale per dimostrarle di avere intenzioni serie e le prometteva un incontro con i suoi genitori. Mai avvenuto, naturalmente.

Dopo mesi di scuse e rinvii l’amante si è insospettita e ha iniziato a pedinarlo scoprendo la rete di bugie che da tempo le venivano rifilate. Aveva visto la moglie da cui lui sosteneva di aver divorziato e i figli che diceva di non aver mai avuto. Poi, finalmente, la decisione di denunciarlo per far in modo che pagasse per quelle incresciose bugie perpetuate a suo danno. Il giudice ha, oltretutto, deciso di darle ragione e ripagarla del danno subito scegliendo una sentenza che fosse da esempio per i posteri. Adesso le fedi vanno rimesse al loro posto e tenute salde all’anulare, almeno fino alla visita dall’avvocato per firmare le carte.

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