Tiziana Cantone: le colpe de “Il Fatto” sono le stesse del web?

Elisa D’Ospina, giornalista del Fatto Quotidiano, è stata bersagliata dalle critiche per le sue posizioni incoerenti sulla questione Cantone.

Avete bisogno di un recap? Tiziana Cantone, una ragazza campana, ha tradito il suo fidanzato (LEGGI ANCHE: TIZIANA CANTONE: I VOLTI CHE SI NASCONDONO DIETRO LA SUA MORTE), l’amante pare abbia pubblicato il video della performance sul web, video che è diventato rapidamente virale, rendendola tristemente famosa. La Cantone, dopo aver combattuto contro la depressione, non ce la fa e si toglie la vita con un foulard. La notizia ha fatto rapidamente il giro del web provocando reazioni di ogni genere (LEGGI ANCHE: TIZIANA CANTONE SI SUICIDA, UN GRUPPO DI DONNE (MOLTO) SOCIAL DECIDE DI VENDICARLA) e sopratutto una diffusa ipersensibilità social-e.

A far discutere, tra le altre, è una giornalista de “Il Fatto Quotidiano”, dalla memoria piuttosto corta, che quando, il video divenne virale si chiese se il filmato non fosse un’astuta strategia di marketing volta al lancio di una carriera nel mondo della pornografia e che, oggi, sui social si è detta “sconvolta” dalla cattiveria degli utenti del web. Suona stridente? Un pochino. “Il Fatto Quotidiano” si è assunto tutte le responsabilità, scusandosi…ma, le colpe de “Il Fatto” sono davvero le stesse del web?

Tutto nasce da una questione semplice: i webeti hanno tutti un tratto in comune, la memoria a breve termine; la coerenza online è un abito che non va più di moda: se oggi è “in top” il bianco e domani il nero, oggi si ama il bianco e domani il nero. La domanda è: è davvero giusto che i giornalisti facciano lo stesso uso di internet e dei social media? Non dovrebbero essere loro i sostenitori di un’informazione pura e libera da condizionamenti? Il webete può dimenticare e capovolgere, può farlo anche il professionita?

c_2_articolo_3030974_upifoto1f

Photo Credits: Facebook

 

 

Comments

comments