I massacri nelle scuole: una tragica tradizione americana

Sono i luoghi dove, insieme agli uffici, si sono verificati il più alto numero di massacri  nella recente storia degli Usa.

L’ultima in ordine di tempo è avvenuta a Townville nel South Carolina: un ragazzo di 14 anni ha ucciso il padre e poi ha ferito due bambini e una maestra nella scuola elementare vicina a casa. L’omicida, senza complici, è stato fermato dalla polizia. In particolare è stato bloccato da un volontario dei vigili del fuoco nel cortile dell’edificio. La scuola è stata evacuata, gli alunni sono stati messi al sicuro nell’adiacente chiesa battista dove i genitori sono poi andati a riprenderli. Momenti di panico che per fortuna si sono conclusi nel migliore dei modi.

Questo, però è solo l’ultima di una lunga serie di stragi: la più celebre è sicuramente quella della Colombine High School. Eric Harris e Dylan Klebold entrarono nella scuola e iniziano a sparare. Colpirono altri studenti e insegnanti prima di suicidarsi. Il bilancio fu drammatico: 15 morti e 24 feriti. Seguirono molte polemiche per il comportamento vile della polizia. Il massacro durò circa venti minuti; 13 in biblioteca, il luogo principale della strage. La polizia vi entrò solo 4 ore dopo, così come entrò nella scuola solo 2 ore e mezza dopo gli ultimi spari e il suicidio dei due assassini. 

Bilancio drammatico anche per la Virginia Tech University. Seung Hui-Cho, 23 anni, aprì il fuoco all’interno del campus. Le sue vittime furono altri studenti, professori, impiegati. Due gli assalti: nell’intervallo tra l’uno e l’altro, nell’università si tentò una drammatica caccia all’uomo. Seung si tolse la vita alla fine della giornata. Tra una sparatoria e l’altra inviò un video per spiegare i motivi del suo gesto. Il bilancio? 33 morti e 25 feriti. La lista è ancora lunga e a tal proposito viene da chiedersi come si possa evitare che queste stragi avvengano.

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