Daisy e Violet Hilton: la vera storia delle gemelle siamesi

Daisy e Violet Hilton sono due gemelle siamesi, vissute nella prima metà del Novecento, alla loro storia si è ispirato il regista Edoardo De Angelis.

Daisy e Violet Hilton nacquero a Brighton, il 5 febbraio 1908 da una giovane barista nubile, Kate Skinner. All’età di due settimane, le gemelle furono “adottate” da Maria Hilton, padrona di casa della madre delle bambine. Le sorelle erano gemelle pygopagus – unite ai fianchi e glutei. Condividevano la circolazione sanguigna e risultavano fuse nel bacino, ma non condividevano organi. Le due sorelle recitarono anche nel film Freaks. Malate da alcune settimane di influenza cinese, vennero ritrovate il 6 gennaio del 1969 morte nel loro appartamento grazie alla segnalazione del loro datore di lavoro. Secondo il medico legale, Daisy sarebbe morta per prima e secondo alcune fonti Violet sarebbe vissuta da 2 a 4 giorni dopo la morte della sorella.

La loro triste storia è balzata recentemente agli onori della cronaca, grazie alla decisione del regista Edoardo De Angelis, di renderle protagoniste del suo ultimo film “Indivisibili”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia (LEGGI ANCHE: VENEZIA73: L’ELENCO COMPLETO DEI VINCITORI DELLA MOSTRA DEL CINEMA 2016) ed ora nelle sale (LEGGI ANCHE: INDIVISIBILI DI EDOARDO DE ANGELIS. IL TRAILER DEL FILM NELLE SALE DAL 29 SETTEMBRE).

Daisy e Violet Hilton erano due artiste: suonavano, cantavano e ballavano insieme, fenomeni del circo Barnum. Nelle foto appaiono belle, appagate e questa sensazione di appagamento mi ha mosso un’inquietudine e un interesse per la loro storia – ha spiegato De Angelis – Di fatto erano delle ragazze disabili ma belle, talentuose e quell’immagine in bilico tra attrazione e repulsione è stata la molla per costruire i miei personaggi perché il circo Barnum di allora non è poi così tanto diverso dal mondo di oggi”. Il film riprende la loro vita ma con una nuova ambientazione: Daisy e Viola sono due gemelle siamesi, diciottenni cantanti neomelodiche nella Castel Volturno di oggi. Una storia toccante, tutta da vivere.

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Photo Credits: Facebook

 

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