Brigitte Bardot contro #metoo : “Le attrici fanno le civette”

Brigitte Bardot durante l’intervista per Paris Match accusa le donne del mondo del cinema di fare le civette con i produttori, per avere un ruolo all’interno di un film, e poi di raccontare di essere state molestate.

Ipocrita, ridicola e senza interesse“, queste sono le parole di Brigitte Bardot, intervistata  il 18 gennaio 2018 dalla rivista Paris Match. L’attrice, che è stata simbolo di un’epoca, gli anni sessanta, sensuale e trasgressiva, con bikini mozzafiato sfoggiati in Costa Azzurra e Italia, si scaglia contro le polemiche venutesi a creare con il caso Weinstein. Il produttore, infatti, nel 2017 è stato accusato da un gran numero di donne, più di 82, di averle molestate, all’inizio o durante la loro carriera. L’uomo di sessantacinque anni, fondatore di Miramax e di The Weinstein Compan, è ancora nell’occhio del ciclone, dopo le pesanti accuse dell’industria cinematografica americana, di cui fa parte da più di 30 anni.

Brigitte Bardot proprio riguardo questo scandalo dichiara: “Ci sono molte attrici che fanno le civette con i produttori per strappare un ruolo, poi vengono a raccontare di essere state molestate e tutto questo finisce per nuocere loro. Io trovavo affascinante che mi dicessero che ero bella o che avevo un bel sederino, questo tipo di complimenti sono piacevoli”, e ancora: “Per quanto riguarda le attrici, e non le donne in generale, nella maggior parte dei casi è una cosa ipocrita, ridicola e senza interesse. Occupa il posto di temi importanti che potrebbero essere discussi”.

Questo sicuramente non è piaciuto alle promotrici di #metoo, la campagna mediatica creata per denuanciare le molestie sessuali. La campagna è stata lanciata dall’attrice Alyssa Milano su Twitter, e dopo davvero poche ore ha acquistato quasi mezzo milione di utenti. #metoo è un invito, per le donne, a non tacere sulle violenze sessuali che troppo spesso vengono subite. Questi episodi non sono rari e purtroppo fanno parte di una cultura malata che ignora questi problemi. Dopo la nascita di questa campagna, la controparte maschile ne lancia un’altra chiamata #Ihave, per confessare gli abusi commessi.

Photo credits Facebook.

 

 

 

 

 

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