Venticinque anni senza Rudolf Nureyev, l’etoile oltre i limiti della danza [VIDEO]

Rivoluzionario e ribelle, l’etoile Rudolf Nureyev ha combattuto fino all’ultimo sospiro, il 6 gennaio 1993, è morto in ospedale di Parigi, a causa dall’Aids. Una leggerezza e due occhi che ardevano di passione, Nureyev è ritenuto dai critici come uno dei più grandi ballerini del ventesimo secolo. Nato in Russia, il 17 marzo 1938, è arrivato in Europa nel 1961, insieme alla compagna Kirov di Leningrado a Parigi e decise di restarci. Nei trent’anni trascorsi in Occidente, Nureyev ha incarnato il mito della libertà degli anni Sessanta. Una vita sempre al centro dei riflettori, per le sue foto di nudo, le sue relazioni amorose, prima con l’etoile Margot Fonteyn e poi con il ballerino danese Erik Bruhn, ma a conquistare tutti era la sua perfezione, il suo sguardo quando danzava sui vari palcoscenici di tutto il mondo e il pubblico con sguardo magnetico aveva occhi solo per lui. L’amore, la passione per la danza classica che non l’ha abbandonato fino all’ultimo, quando all’Opera di Parigi è salito sul palcoscenico per ringraziare il pubblico al termine della Bayadera, l’ultima coreografia che porta la sua firma, ed è stato accolto da un interminabile applauso. L’ultima standing ovation per Rudolf Nureyev che ancora oggi riesce ad insegnare ad andare oltre i limiti.

Venticinque anni senza Rudolf Nurayev, l'etoile oltre i limiti della danza [VIDEO]

 

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