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Andrea Pinna: “Vi racconto chi c’è dietro Le Perle di Pinna” [ESCLUSIVA]

Velvet Mag ha intervistato in esclusiva Andrea Pinna, giovane blogger partito da una pagina Facebook e poi approdato in televisione grazie alla partecipazione nel programma Pechino Express.

Come è nata l’idea della pagina Facebook “Le Perle di Pinna”?

Lavoravo a Roma come vetrinista e mi è stata offerta una promozione a Cagliari. Cosi mi sono trasferito li ma, purtroppo dopo tre mesi, sono rimasto senza lavoro. Ero disperato e sono andato in depressione: ho passato cinque mesi chiuso in casa e non uscivo quasi mai. Ho cominciato a sfogarmi online sul mio profilo Facebook, scrivendo cattiverie contro il destino e la vita in generale. Le persone mi aggiungevano e mi dicevano che le mie frasi facevano tanto ridere: quando sono arrivato a 5000 amici su Facebook ho pensato di aprire la pagina Le Perle di Pinna.

Ti aspettavi che le tue frasi avessero questo seguito?

Non pensavo di ricavarci soldi e nemmeno di essere seguito cosi tanto e invece in tre mesi avevo già 20 mila followers. Erano gli inizi di Facebook e avere cosi tanta gente che mi seguiva era un grandissimo risultato.

Le tue frasi hanno avuto un cosi largo seguito da far nascere anche un brand.

Nel 2011 le persone su Facebook mi hanno chiesto “perché non fai le t-shirt?” e io cosi ho pensato di provarci. Le facevo stampare in un negozio vicino Cagliari e ho pubblicato le foto online. La mia idea era partita come gadget della pagina e invece il giorno dopo mi hanno contattato i negozianti e da li ho cominciato a venderle nei negozi. Poi c’è stata la collaborazione con Yamamay per il pigiama, le valigie con Carpisa, i fazzoletti con Tempo, i bracciali e altre cose. Sono contento che abbia avuto cosi tanto successo.

Hai pubblicato due libri (Le Perle di Pinna e L’amore è eterno finché è duro): che differenze ci sono tra queste due pubblicazioni?

Il primo libro è una raccolta di tutte le mie frasi, una sorta di sommario di ciò che si trova anche online. Mentre il secondo parla d’amore: c’è una parte ironica e una parte più riflessiva. Nella seconda parte più riflessiva ci sono anche delle parti autobiografiche, perché il libro è un po’ un flusso di pensiero: sono abituato a scrivere tutte le mie esperinze nello momento stesso in cui le vivo, quindi alla fine viene fuori una specie di diario.

Dal mondo di internet a quello della televisione: come hai vissuto l’esperienza di Pechino Express?

Due anni fa ho partecipato a Pechino Express, vincendo la quarta edizione. E’ stato un viaggio molto bello ma anche molto faticoso: pensavo che in tv facessero vedere le prove più difficili ma, a dire la verità, in televisione non si vede quanta fatica c’è dietro. Lo rifarei assolutamente ma devo ammettere che a livello fisico mi è costato molto: non sono uno sportivo, né uno che si adatta facilmente. E’ un’esperienza molto pesante però meravigliosa.

Dopo Pechino Express hai continuato con la televisione: hai trovato delle difficoltà a passare dal mondo virtuale a quello televisivo?

Ho continuato con la televisione, facendo prima Pechino Addicted, spinoff di Pechino Express e poi Bangkok Addicted, che sono una sorta di diari di viaggio. Il mondo virtuale e la televisone sono due cose diverse: quando scrivi sei seduto, comodo e magari davanti ad un caffè, invece durante Pechino Express è tutto il contrario. Dare il meglio di te e risultare anche simpatico mentre corri sotto il sole e cose simili non è per nulla facile. Non ho avuto difficoltà a mostrarmi in tv, invece di scrivere dietro ad un computer, anzi era un mio desiderio. Ad un certo punto Le Perle di Pinna erano più conosciute di Andrea Pinna: volevo dare un volto a chi scriveva sulla pagina Facebook. Volevo che le persone conoscessero chi c’era dietro gli aforismi in modo da poter capire la chiave di lettura delle frasi.

Photo Credits Ufficio Stampa (ph. Cosimo Buccolieri)

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