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La “maledizione” di Glee colpisce ancora: Mark Salling trovato morto, aveva 35 anni

Mark Salling, o come lo conoscevano tutti i fan di Glee, Noah “Puck” Puckerman, è stato trovato morto nei pressi del Los Angeles River, in un campo da baseball a soli 35 anni. Secondo i media americani si tratterebbe di suicidio, infatti l’attore si sarebbe impiccato.

Nato a Dallas, in Texas, il 17 agosto 1982, Mark Salling aveva debuttato come attore a soli 14 anni nel film “Inferno a Grand Island” e solo tre anni dopo avrebbe preso parte a un episodio di Walker, Texas Rangers. Grande appassionato di musica Mark era in grado di suonare la chitarra, il pianoforte, il basso, la batteria e la fisarmonica. Nel 2009 poi la grande occasione per ritornare in video con il provino per la serie tv Glee firmata da Ryan Murphy che lo avrebbe fatto conoscere al mondo intero come Noah Puckerman. Da quel momento in poi per l’attore la scalata verso il successo è stata imminente infatti Salling ha preso parte a tutte le sei stagioni di Glee andate in onda tra il 2009 e il 2015. Ma nonostante l’affetto del pubblico e dei fan Mark ha comunque deciso di lasciare amici, affetti e famiglia troppo presto.

A confermare la notizia del decesso è stato il suo avvocato, Michael J. Proctor: “È morto [..] Mark era una persona gentile e amorevole, dalla grandiosa creatività, che si stava impegnando al meglio per espiare alcuni seri errori commessi in passato“. Ma forse quegli errori hanno continuato a tormentare la sua anima spingendolo fino al suicidio. Gli ultimi anni infatti per l’attore non erano stati facili tant’è che nel dicembre 2015, in seguito a una perquisizione nella sua abitazione, Salling era stato arrestato con l’accusa di possesso di materiale pedopornografico. La polizia aveva trovato nel suo computer numerose foto di minorenni, si parla di quasi cinquantamila scatti. In seguito la confessione: “Mi dichiaro colpevole perché sono responsabile delle accuse e perché desidero sfruttare le promesse previste in questo accordo, e per nessun altro motivo”. Salling aveva accettato di sottoporsi a un programma di riabilitazione e gli era stato vietato anche ogni contatto con chiunque avesse un’età inferiore ai 18 anni. L’attore, che rischiava una condanna dai quattro e i sette anni di prigione, era in attesa della sentenza, che sarebbe arrivata a inizio marzo.

Molti parlano di “maledizione di Glee“, ovvero di una triste fine che sembra accomunare i giovani ragazzi protagonisti della serie. Stesso destino inquieto anche per Cory Monteith che il 13 luglio 2013, era stato trovato morto in una camera di un Hotel di Vancouver. L’autopsia in quel caso aveva rilevato un mix di eroina e alcol. Mentre nel 2014, in un albergo di Filadelfia, era morto Matt Bendik, fidanzato di Becca Tobin, che nella serie interpretava il personaggio di Kitty Wilde. Ma la verità è che, non esiste nessuna maledizione per la serie Glee, ma semplicemente l’angoscia di un successo arrivato troppo presto, di pressioni da gestire e di anime delicate e facilmente frangibili, che hanno cercato negli eccessi l’unico spiraglio per la felicità che però non è mai arrivata.

Photo credits Facebook

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