Barbara Bouchet shock: “Mio figlio Alessandro Borghese è più famoso di me”

Barbara Bouchet, icona del cinema anni settanta, ha rilasciato un’intervista al noto settimanale Spy dove racconta alcuni particolari della sua vita e si lascia andare ad alcune dichiarazioni sul figlio Alessandro Borghese.

Nel nuovo numero di Spy, settimanale di gossip di Alfonso Signorini, in edicola da oggi 9 marzo viene dedicato un ampio spazio all’intervista di Barbara Bouchet, iconica stella del cinema degli anni 70. L’attrice si è lasciata andare ad alcuni particolari della sua vita ed ha rivelato alcune curiosità anche sul figlio Alessandro Borghese, chef ormai molto conosciuto anche in tv grazie ai suoi programmi di cucina.

Prima lui era il figlio di Barbara Bouchet, adesso sono io la mamma di Alessandro Borghese. Sono fiera: io ho avuto il mio tempo di gloria in abbondanza e ancora oggi non mi manca, ora tocca a lui. Lui è bravissimo come chef, ma come presentatore è diventato fantastico”, si legge sulle pagine di Spy. Durante la lunga intervista l’attrice ha avuto modo di ripercorrere la sua carriera cinematografica e di togliersi qualche sassolino dalla scarpa: “Lo stimo come regista, ma non come uomo. Anche se ha sempre avuto belle parole per me, non sa neanche dove sta di casa il rispetto. […] Sarà pure bravo, ma serve molto di più nella vita. Si sente Dio sceso in terra”, ha spiegato la Bouchet parlando del regista Quentin Tarantino con il quale ha avuto modo di lavorare durante la sua carriera: se Tarantino ha espresso la sua stima verso l’attrice, non si può dire lo stesso di Barbara Bouchet.

Spazio anche per la vita privata della star dove l’artista ha raccontato di vivere con soli 511 euro al mese di pensione a causa di un mancato versamento dei contributi durante il periodo lavorativo: “L’ho scoperto qualche anno fa. Ho pianto come pochi, ma pazienza, ormai non c’era più niente da fare. Tanti di quei produttori, che non mi avevano versato i contributi, erano già morti. Ma a farmi da parte non ci penso, in pensione ci andrò solo quando volerò in cielo. Finché c’è linfa nelle mie vene, io continuerò a lavorare”, afferma sicura Barbara Bouchet.

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