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Facebook, ecco cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo servizio di dating

In apertura dell’annuale conferenza degli sviluppatori di Facebook, il cosiddetto F8, il CEO Mark Zuckerberg ha annunciato l’introduzione di un servizio di dating all’interno della applicazione del social network più celebre al mondo. Ecco cosa dobbiamo aspettarci.

Lo scorso 30 aprile, a San José in California, si è tenuta l’annuale conferenza dedicata agli sviluppatori del social network più importante al mondo, Facebook. A fare gli onori di casa ovviamente non poteva non esserci il grande capo, Mark Zuckerberg, che in apertura di cerimonia ha annunciato a tutti un’importante la novità: il lancio di un servizio di dating all’interno dell’applicazione di Facebook. “Vogliamo unire le persone, creare comunità e unire il mondo“, ha affermato Mark. Gli effetti di quanto annunciato si sono subito verificati infatti Tinder, la nota applicazione di dating, quel giorno stesso ha chiuso in borsa con un -22%.

Questo servizio di Facebook però, denominato semplicemente Dating, si discosta da Tinder, infatti secondo Zuckerberg è pensato per dare inizio a relazioni serie e non ad avventure di una notte, quindi probabilmente non verrà utilizzato da coloro che già usufruiscono della nota app di incontri, ma sarà rivolto a un altro target, ovvero coloro che come si sul dire “vogliono sistemarsi”. Dating sarà soltanto una parte di Facebook ed avrà una chat diversa: gli utenti potranno creare nuovi profili e saranno visibili soltanto da chi è parte di questo servizio.

Ciò che emerge dopo l’annuncio di questa applicazione da parte di Zuckerberg è una fotografia dell’attuale società, una società caratterizzata da individui sempre più soli che, a causa forse del troppo lavoro e della costante presenza proprio dei social media nella loro vita, escono di casa sempre meno spesso e di conseguenza vedono diminuire le probabilità di incontrare una persona speciale. Ovviamente Zuckerberg ha saputo come sempre cogliere la palla al balzo e ha trovato un rimedio per loro. La cosa buffa è che questa solitudine che attanaglia molte persone, in molti casi, è stata generata dai social network stessi. Vedremo cosa succederà.

Photo credits Twitter

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