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Alimentazione, come sono cambiate le abitudini degli italiani da 25 anni ad oggi?

Un’indagine svolta da Pepe Research, su commissione di Herbalife Nutrition, ha svelato come sono cambiate le abitudini alimentari e gli stili di vita degli italiani negli ultimi 25 anni.

In occasione del suo venticinquennale di attività in Italia, Herbalife Nutrition, una delle principali aziende nel campo della nutrizione, si è chiesta se e in che modo sono cambiate le abitudini degli italiani in termini di nutrizione e stile di vita, proprio negli ultimi 25 anni. Per rispondere a questa domanda la nota azienda ha commissionato un’indagine alla Pepe Research, denominata “Dagli anni ’90 a oggi, come sono cambiati l’alimentazione e gli stili di vita degli Italiani?”. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di mille persone comprese tra i 18 e i 74 anni di età ed è stata in grado di mettere in mostra un bel confronto tra la situazione attuale  e quella di 25 anni fa.

Cosa è emerso? Innanzitutto gli italiani di oggi sono molto più attenti, rispetto a quelli di 25 anni fa, ad una alimentazione sana e corretta che porti ad uno stile di vita sano. Negli anni ’90 infatti gli italiani, magari economicamente più agiati di ora, erano inclini maggiormente a fare sport e a prendersi cura del proprio corpo piuttosto che a condurre una dieta sana e variegata. A confessarlo sono stati proprio i ventenni di allora, ovvero gli ultraquarantenni di adesso. Questo atteggiamento non riguarda soltanto le persone appartenenti a questa fascia di età, ma anche i millennials, i ragazzi nati tra il 1981 e il 1996, molto attenti ad aspetti come l’origine delle materie prime, l’apporto calorico, vitaminico e proteico.

Questo atteggiamento positivo è andato anche ad incidere sulla percezione che gli italiani hanno di loro stessi: l’88% degli intervistati ha sostenuto di sentirsi in forma ed in salute, anche se solo 4 su 10 percepiscono il proprio benessere a livello ottimale. I restanti hanno affermato che potrebbero esserci ancora margini di miglioramento.

Photo credits twitter

 

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