Festa della Repubblica, ecco perché si festeggia oggi

Oggi 2 giugno si festeggia la Festa della Repubblica, in ricordo del passaggio dalla Monarchia alla Repubblica avvenuto grazie al referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946. A Roma, in Via dei Fori Imperiali si terrà la tradizionale parata delle forza armate alla presenza del Presidente Mattarella e delle altre cariche dello Stato.

A pochi giorni dal caos istituzionale che ha portato alla nascita del governo 5Stelle-Lega, il nostro Paese può finalmente celebrare una delle ricorrenze più attese dell’anno, ovvero la Festa della Repubblica. Questa cade ogni anno il 2 giugno, giorno in cui nel lontano 1946 si decretò tramite un referendum istituzionale il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica. La prima volta che si tenne queste celebrazione fu il 2 giugno del 1947, un anno dopo il referendum, mentre l’anno successivo si svolse per la prima volta la parata militare in Via dei Fori Imperiali, a Roma. Il 2 giugno fu dichiarato festa nazionale nel 1949 anche se dal 1977, per far fronte alla crisi economia, si decise di festeggiare la prima domenica di giugno, in modo da far coincidere la ricorrenza con un giorno già festivo e contenere i costi. Fu grazie al capo dello stato Carlo Azeglio Ciampi che dal 2001 si tornò a celebrare la Repubblica il 2 giugno.

Come da tradizione oggi a Roma, in Via dei Fori Imperiali, si terrà la consueta parata delle forza armate alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle altre cariche dello Stato. L’inizio delle celebrazioni è previsto intorno alle ore 9.15 con l’omaggio al Milite Ignoto, dopodiché il capo dello stato passerà in rassegna i reparti lungo il viale delle Terme di Caracalla. Contemporaneamente verrà srotolato un Tricolore di 1600 metri quadrati sul Colosseo dai vigili del fuoco e da quel momento avrà inizio la parata delle forze armate su Via dei Fori Imperiali.

Lo slogan per le celebrazioni di quest’anno scelto da Mattarella è “Uniti per il Paese“, e nel messaggio rivolto ai prefetti il Presidente ha dichiarato: “Va arrestato con fermezza ogni rischio di regressione civile in questa nostra Italia e in questa nostra Europa affermando un costume di reciproco rispetto, mettendo a frutto le grandi risorse di generosità e dinamismo dei nostri concittadini. Con l’auspicio che il 2 giugno possa essere in ogni territorio l’occasione di una rinnovata condivisione dei principi e degli ideali repubblicani.

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