Il mondo attraverso l’obiettivo fotografico di Paolo Pellegrin. Succede al MAXXI

Foto Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Fino al 10 marzo il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma ospita oltre 150 opere fotografiche del noto report di guerra italiano, allo scopo di fornire un’ampia panoramica della sua ricerca artistica.

Un allestimento degno di nota per una mostra che vanta una curatela di tutto rispetto. Paolo Pellegrin. Un’antologia – questo il titolo della personale dedicata al celebre fotografo romano aperta fino al 10 marzo al MAXXI – è infatti a cura di Germano Celant, lo storico dell’arte a cui si deve la nascita dell’Arte Povera nel 1967. Oltre centocinquanta fotografie che vanno dal 1998 al 2017 emergono dal buio delle sale del museo, in un gioco di luci e ombre che arricchiscono ulteriormente l’avveniristico contenitore architettonico firmato da Zaha Hadid nel 2010.

Foto Musacchio Ianniello courtesy Fondazione MAXXI

Con la sua macchina fotografica, Paolo Pellegrin (Roma, 1964) ha esplorato il mondo per raccontare uomini, guerre ed emergenze umanitarie caricandoli di una nota poetica che, sin dagli esordi, gli ha consentito di essere annoverato tra i migliori interpreti della scena contemporanea mondiale. Vincitore di dieci edizioni del World Press Photo Award e membro dell’agenzia Magnum dal 2005, l’opera di Paolo Pellegrin è presentata al MAXXI attraverso due grandi sezioni: una dedicata all’uomo e un’altra alla natura, nel tentativo di mostrarne i legami e i contrasti in un percorso immersivo che proietta lo spettatore in un ambiente assai particolare. Questa mostra è frutto di due anni di lavoro sugli archivi di Pellegrin, per cui alla fine si è cercato di mettere in evidenza il suo punto di forza, ovvero l’abilità nel saper coniugare la visione del reporter con l’intensità visiva dell’artista.

Paolo Pellegrin, Angelina gioca in casa di sua nonna Sevla. Roma. Luglio 2015. © PAOLO PELLEGRIN/MAGNUM PHOTOS 2015

Un’occasione da non perdere per tutti coloro che amano viaggiare alla scoperta dei luoghi più remoti della terra, porgendo la mano ad una figura che ha saputo raccontare con eccezionale maestria le gioie e i dolori dei popoli più vari. All’ingresso si è accolti da una grande installazione dedicata alla battaglia di Mosul del 2016, per poi proseguire con immagini dagli Stati Uniti che parlano di violenza, povertà e crimine, fino ad arrivare ai volti disperati di bambini, profughi e rifugiati incontrati tra Gaza e Beirut, tra El Paso e Tokyo o ancora tra Roma e la Grecia.

Paolo Pellegrin, Polittico L’Aquila
Photo Paolo Pellegrin, courtesy Fondazione MAXXI
2018

Molto interessante è anche il progetto fotografico dedicato a L’Aquila e realizzato da Pellegrin lo scorso gennaio, ospitato al piano terra della galleria 1 del museo: 140 piccole immagini in bianco e nero ritraggono una città ancora ferita, trasmettendo allo stesso tempo il senso di perdita che segue al dramma del terremoto. E poi taccuini, disegni e appunti che testimoniano non solo una grande dedizione del fotografo nei confronti delle discipline più disparate (letteratura, storia dell’arte, architettura etc…), ma anche la volontà di confrontarsi con il lavoro dei colleghi per evolversi sempre più nello stile e nella tecnica.

 

 

Paolo Pellegrin. Un’antologia

a cura di Germano Celant

Dal 7 novembre 2018 al 10 marzo 2019

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Via Guido Reni, 4/a

www.maxxi.art

 

 

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