Matrimonio all’italiana

Il mito di Marcello Mastroianni torna a rivivere a Roma, grazie ad un’ampia retrospettiva ospitata fino al 17 febbraio all’Ara Pacis. La mostra è promossa da Roma Capitale, coprodotta e curata dalla Cineteca di Bologna e realizzata con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con l’Istituto Luce.

Mastroianni e Fellini, set La città delle donne, Cineteca di Bologna, Reporters Associati e Archivi

«Ho un po’ il rimpianto di ciò che avrei amato essere: un architetto. Chissà se sarei stato bravo. Un architetto realizza delle cose solide, che rimangono. Ma del mio mestiere, cosa rimane? Delle ombre, delle ombre cinesi». Marcello Mastroianni ha affidato queste parole ad Anna Maria Tatò, autrice nel 1996 di Mi ricordo, sì, io mi ricordo, un documentario in cui l’attore di Fontana Liri (Frosinone) si confessa attraverso memorie e riflessioni profonde. E’ infatti con il profilo del suo viso proiettato su uno schermo in un gioco di luci e ombre che si apre la grande mostra dedicata all’icona del cinema italiano, a cura del direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli.

 

Non deve essere stato semplice ripercorrere l’intensa vita e carriera di Mastroianni, qui ricostruita nel dettaglio per mezzo di fotografie, video, costumi e testimonianze di quanti hanno avuto il privilegio di conoscere e lavorare con un personaggio dello spettacolo divenuto oramai un mito in tutto il mondo. Si parte dagli esordi con Riccardo Freda nel 1948, per attraversare la fitta collaborazione professionale con Federico Fellini (di cui ne diventò quasi l’alter ego), senza tralasciare la fortunata esperienza in ambito teatrale. Mastroianni ha prestato il volto per oltre cento film realizzati tra gli anni Quaranta e la fine dei Novanta che gli sono valsi molti riconoscimenti, anche internazionali: tre candidature all’Oscar come miglior attore, due Golden Globe, otto David di Donatello, due premi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e due Coppa Volpi al Festival di Venezia.

La dolce vita, Cineteca Bologna, Reporters Associati e Archivi

 

Seduttivo con le donne, popolare tra gli uomini, Mastroianni piaceva proprio a tutti con quello sguardo un po’ sornione e con quella straordinaria capacità di interpretare anche i ruoli più complessi. Se fino agli anni Sessanta il topos dell’arte attoriale nazionale era considerato il mattatore, con Mastroianni, ed in particolare con La Dolce Vita, l’attenzione si sposta nei confronti dello stereotipo del latin lover all’italiana. A rendere ancora più affascinante la mostra, i molteplici registi e attori che lo hanno diretto e affiancato nel lungo percorso professionale: Vittorio Gassman, Ursula Andress, Dino Risi, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Anita Ekberg e tanti altri indimenticabili “giganti” della storia del cinema.

Varcando la soglia del museo dell’Ara Pacis ci si commuove, si ride e si sorride, scoprendo via via un Mastroianni inedito che condurrà i visitatori in un viaggio lungo cinquant’anni entro i confini glamour dello spettacolo italiano. Cosa aspettate dunque a sognare ad occhi aperti? Ciak, si gira!

 

Marcello Mastroianni

26/10/2018 – 17/02/2019

Spazio espositivo Ara Pacis

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima).
24 e 31 dicembre 9.30-14.00
Chiuso il 25 dicembre e l’1 gennaio.

Consultare comunque sempre il sito http://www.arapacis.it/it/mostra-evento/marcello-mastroianni  per informazioni più precise.