Dieci momenti di (in)trascurabile felicità vissuti sulle passerelle della Haute Couture, tra Parigi e Roma

Piccolo elenco in 10+ 8 punti di indimenticabili momenti tra backstage, passerelle e coulisse delle sfilate Haute Couture s/s 2019, di Parigi e Roma. Perché, in definitiva, la Couture è sempre un gioco di adulti che hanno la leggerezza e la grazia dei bambini.

1. IL CIRCO DI DIOR RICOSTRUITO SOTTO IL TENDONE ALLESTITO NEL GIARDINO DEL MUSEO RODIN. Per Maria Grazia Chiuri, direttore creativo couture e donna della maison di Avenue Montaigne, una sfilata che diviene riflessione sul rapporto tra abito e corpo e tra arte e alta moda. Grazie a mannequins, donne clown e donne acrobate, un indimenticabile manifesto estetico ed atletico sulla forza e la bellezza femminile.

2. IL ROSSO LACCA E GLI ACCENTI DECO’ DELLA COLLEZIONE ARMANI PRIVÈ. “Ho scelto di divertirmi e di lasciare libera la mia testa di sognare”, ha detto alla fine di uno show sofisticato ed allegro, Giorgio Armani, un eterno ragazzo, elegantissimo nel suo black velvet smocking.

3. GLI ABITI NUVOLA SEMPRE UGUALI A SE STESSI E SEMPRE DIVERSI DI GIAMBATTISTA VALLI. Ammirati e copiatissimi, ormai un must per le ragazze della più internazionale jet society. Ma anche per le loro mamme.

4. LE LACRIME DI NAOMI CAMPBELL ALLA FINE DELLA SFILATA “NERA” DI VALENTINO. Un cambio di (moderna) prospettiva per Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della Maison, che mette in scena uno show spettacolare, massima espressione della couture. Colori e simboli della grande tradizione dell’alta moda interpretata da un drappello di veneri nere, tra cui una regale Naomi Campbell. Che alla fine dello show, fatica a trattenere le lacrime per l’emozione.

5. … E QUELLE DI ANTONIO GRIMALDI ABBRACCIATO AD ASIA ARGENTO, SUA PREZIOSA E INASPETTATA DARK LADY. Un colpo da maestro dello stilista che con un abito candido decorato di piume, regala alla più irreverente delle attrici nostrane una veste immacolata. Ma lo sguardo, e i tatuaggi di Asia, non tradiscono. Una dark lady, resta sempre una dark lady, anche in haute couture!

6. SCHIAPARELLI ALL’OPERA GARNIER. Abiti come giardini e volte stellate, la nuova collezione disegnata da Bertrand Guyon, emozionante direttore creativo della casa di moda nel portafoglio di Diego della Valle, è un vero spettacolo.

7. LA COUTURE CO – ED DI GIVENCHY. Clare Waight-Keller mette a segno una collezione di speciale forza, in un’armonia di silhouette maschili e femminili. Contrasti vincenti anche per i tessuti, croccanti taffettas di seta bianca e nera uniti a lattice nei colori shock. Per la stilista britannica, la preferita di Megan Markle, un grandissimo goal!

8. IL RITORNO DI BALMAIN SULLE PASSERELLE DELLA HC DOPO 16 ANNI DI ASSENZA. Potente e iperpreziosa, la collezione disegnata da Olivier Roustand, segna un debutto, sancisce un ritorno e spiega ai più giovani che cosa sia davvero la maestria della couture.

9. L’ESTATE DI CHANEL AL GRAND PALAIS MENTRE FUORI NEVICA. Una vera sorpresa per il pubblico dello show con doppio orario, 10.00 e 12.00, che si trova immerso nelle atmosfere primi ‘800 di una villa in Costa Azzura. Tra giochi d’acqua e piscine, palme e terrazzamenti attraversati da elegantissime e moderne mademoiselles.

10. L’ASSENZA DI KARL ALLE SFLATE. Il rumor che assorda la Parigi modaiola, la domanda che rimbalza di passerella in passerella “Come sta Karl? Perché non è uscito alla fine dei due show?”. Alla fine, un comunicato ufficiale della Maison di Rue Cambon proverà a placare gli animi. Senza, però, riuscirci troppo.

11. THE ARTIST’S TABLE, CUORE DELLA 16 EDIZIONE DI A.I. ARTISANAL INTELLIGENCE AD ALTAROMA. Clara Tosi Pamphili e Alessio de Navasques, scelgono il tavolo dell’artista come luogo del saper fare. E trasformano gli interni romani di un laboratorio/galleria d’arte, in palcoscenico del saper fare, bene e a mano. Tra video e ceramica, telai antichi e tessuti plissè, come si faceva una volta . Una delle migliori idee di AltaRoma.

12. LA VERTIGO ESTETICA DI SYLVIO GIARDINA. Al Museo MACRO TESTACCIO l’istallazione del designer italiano che ha Parigi nel sangue incarna tutta la grazia e la potenza dell’alta moda. Cinque creazioni che esplorano e rivelano ancora una volta come la couture sia una perfetta, rigida, leggerissima e armoniosa vertigine di forme, volumi, sensibilità a regola d’arte.

13. NINO LETTIERI E L’ OMAGGIO AI GRANDI MAESTRI DELLA COUTURE. Sfilata negli interni principeschi di Palazzo Brancaccio con un sitting che vuole riproporre i tempi dei grandi defilé. Ma la celebrazione di Nino Lettieri alla più alta couture è chiara ed evidente dal primo all’ ultimo abito, sottolineata da grandi tessuti di alta moda, colori preziosi e fiocchi che riannodano e rinsaldano tra ieri e oggi arte, gusto, talento sartoriale.

14. L’ESORDIO DI FEDERICA TOSI. Uno dei nuovi talenti più interessanti da tenere d’cocchio. Romana, quarantenne, brava e anche bella, super designer e super mamma, Federica Tosi fa un ulteriore passo in avanti grazie alla sua moda femminile urbana glamour e contemporanea. Sottolineata dal potente e affettuoso applauso del pubblico alla fine del suo primo show.

15. LA PERFORMANCE DI ITALO MARSEGLIA. Ancora un giovane designer cresciuto con forza sotto il cielo di Roma. Come testimonia “ Zinaida & LeTroiane”, sua nuova sfilata-performance arricchita dalla presenza dell’attrice Sonia Bergamasco e dalla regia di Rossano Giuppa. Un viaggio nella ricerca più speciale di teatro, musica e moda.

16. TI PARLERO’ DI ME. IL ROMAN’S ROMANCE DI LAVINIA BIAGIOTTI AL MAXXI, IL MUSEO DELLE ARTI DEL XXI SECOLO. Posti in piedi per l’intima e autentica confessione davanti al pubblico che affolla l’Auditorium di Via Guido Reni. Brillantemente sollecitata dalla giornalista di moda Paola Cacianti, già inviata speciale del Tg1, Lavinia Biagiotti è un fiume in piena nel raccontare la sua vita e la storia di un’azienda nata grazie a due straordinari genitori, come Laura Biagiotti e Gianni Cigna. Fotogrammi privati e professionali che incantano ed emozionano.

17. IL PRATIBUS DISTRICT. Un ex deposito dell’Atac nel cuore di Roma, umo spazio un po’ fatiscente ma dal gran bel carattere. Con una serie di necessari interventi di riqualificazione e soprattutto rinforzo delle strutture, il nuovo quartiere generale che riunisce sfilate ed eventi di AltaRoma ha tutte le potenzialità per essere il luogo per presentare i giovani talenti. Ma anche qui, come per la moda, bisogna lavorarci e migliorare.

18. GATTINONI E LE SUE MADONNE AL MACRO ASILO. L’unico grande atelier ancora in piedi dal dopoguerra, una storia di tradizione di alta moda iniziata con Fernanda Gattinoni, proseguita con il figlio Raniero insieme a Stefano Dominella e oggi saldamente nelle mani di Guillermo Mariotto che immette una potente vena di modernità nella collezione. E che il vento sia buono e nuovo, lo dichiara anche il più bel parterre delle sfilate messo insieme con intelligenza e sensibilità da Edoardo de Giorgio, responsabile della comunicazione della Maison. Un perfetto mix di politica, cultura, spettacolo, giornalismo e religione riunito al Macro Asilo. Dove, prima volta per le sfilate romane, arriva anche la figlia del Presidente, la nostra first lady, Laura Mattarella.

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