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Arte e CulturaPrimo piano

Essere. Un incredibile Antony Gormley agli Uffizi

Antony Gormley
Veduta dell’allestimento nel secondo Corridoio degli Uffizi. Another Time VI, 2007
ghisa
Per gentile concessione Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Fotografia di Ela Bialkowska, Okno Studio
© l’artista

A solo un giorno dall’inaugurazione, VelvetMag è già in grado di recensire Essere, la mostra dedicata al “gigante” dell’arte contemporanea Antony Gormley (Londra, 1950), aperta fino al 26 maggio alle Gallerie degli Uffizi a Firenze. Già segnalata sul nostro portale tra gli appuntamenti in programma a febbraio, la retrospettiva sta facendo parlare i media internazionali non solo per l’importanza culturale, ma anche per il prestigio della location e per la fama considerevole dell’artista. Un cocktail “esplosivo” che contribuisce a candidare l’esposizione tra le migliori dell’anno – a nostro modesto parere – e per questo da non perdere assolutamente.

Solo diciottesimo tra i 500 artisti più quotati al mondo, Gormley presenta oggi quindici opere che si sposano perfettamente con il contesto antico del museo fiorentino, creando un contrasto davvero stimolante. Il lavoro di Gormley indaga il corpo umano e tutto ciò ad esso connesso, incluso il rapporto con lo spazio che lo circonda. Spesso l’artista usa il calco del suo stesso corpo come base di partenza per creare le sue opere, perlopiù sculture ed installazioni di varie dimensioni e materiali.

Il percorso della mostra comincia dal fastoso corridoio della Galleria delle Statue e delle Pitture al secondo piano degli Uffizi, fino ad imbattersi nella prima meravigliosa scultura intitolata Another Time VI (2007): un “uomo” in ghisa guarda verso un’enorme vetrata che rivela un panorama mozzafiato sul Ponte Vecchio di Firenze. Proseguendo il cammino, nella sala 43 è custodita Settlement IV (2018), un’opera costituita da una serie di blocchi sempre in ghisa che, adagiata sul pavimento, instaura un dialogo assai elegante con l’Ermafrodito dormiente, una copia romana di età imperiale di un originale ellenistico del II secolo a.C.

Antony Gormley
Veduta dell’allestimento sulla terrazza degli Uffizi. Event Horizon, 2012
vetroresina
Per gentile concessione Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
Fotografia di Ela Bialkowska, Okno Studio
© l’artista

Tuttavia, il vero spettacolo è offerto dalla terrazza situata sopra la loggia dei Lanzi, in cui i curatori della mostra Eike Schmidt (direttore delle Gallerie degli Uffizi) e Max Seidel – in accordo con l’artista – hanno scelto di collocare sul bordo della balaustra Event Horizon, un’altra scultura in fibra di vetro di Antony Gormley che raffigura ancora una volta un uomo che guarda verso Piazza della Signoria. Una carezza per l’animo e gli occhi tutta da godere, soprattutto all’ora del tramonto. Questo lavoro – tra i più celebri dell’artista londinese – ha trovato degna collocazione dopo aver impreziosito le cime di alcuni edifici iconici mondiali come l’Empire State Building di New York e la South Bank della capitale inglese.

L’esposizione prosegue al piano terra del museo, nell’Aula Magliabechiana, con altre dodici creazioni dell’artista. Tra queste spicca senza dubbio Passage (2016), in quanto opera più grande mai esposta agli Uffizi; si tratta di un tunnel in acciaio lungo 12 metri che ricalca la forma umana e percorribile fisicamente dai visitatori.  Invece, poco oltre è possibile scorgere Feeling Material XXXVI, un’installazione che, grazie ad una spirale di anelli, intende ricreare una zona di energia che gravita attorno al corpo, vicino alla pelle e poi nello spazio.

Una mostra tutta vedere e da scoprire…dal vivo!

 

ENTI PROMOTORI

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Gallerie degli Uffizi

Firenze Musei

con il supporto di Galleria Continua

TITOLO DELLA MOSTRA

ANTONY GORMLEY

ESSERE

SEDE ESPOSITIVA

Aula Magliabechiana, Uffizi, Firenze

PERIODO DELLA MOSTRA

26 febbraio – 26 maggio 2019

Prezzi:

Dal 25 febbraio al 28 febbraio:

biglietto intero € 12.00; ridotto € 6.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;

Dal 1 marzo a fine mostra:

biglietto intero € 20.00; ridotto € 10.00 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni;

gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria

ORARIO

martedì – domenica ore 8.15 – 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05. Chiuso il lunedì

SERVIZIO DIDATTICO PER LE SCUOLE

Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3.00 ad alunno.

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883

SERVIZIO VISITE GUIDATE

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383 e-mail [email protected]

www.uffizi.it

Manuela Valentini

Arte&Cultura Manuela Valentini lavora tra Roma e Bologna. Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Bologna, è curatrice indipendente di mostre d’arte contemporanea in Italia e all’estero. Tra i vari progetti realizzati, si ricorda New Future – una collettiva promossa da Visioni Future, MAMbo e BJCEM – durante la quale sono stati presentati i lavori di tredici artisti visivi selezionati al W.E.Y.A World Event Young Artist di Nottingham. Ha inoltre curato un focus a proposito dell’arte giovane italiana in occasione di Mediterranea 16, la sedicesima edizione della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo. Infine, nel 2014 ha portato un’installazione di Marcos Lutyens in esposizione al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna. Iscritta all’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, si è occupata di due rubriche (Ritratto del curatore da giovane e L’altra metà dell’arte) per Exibart – per cui continua a scrivere – ma l’esordio in ambito giornalistico è avvenuto nel 2010 sulle pagine culturali de Il Resto del Carlino.
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