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Chanel in passerella, prima sfilata senza Karl Lagerfeld: tanta commozione

Un velo di malinconia avvolge il Grand Palais di Parigi in occasione della sfilata di Chanel Autunno Inverno 2019/2020, con l’ultima collezione ideata da Karl Lagerfeld.

Prima sfilata senza il direttore creativo che ha sposato la maison dal 1982 allo scorso Febbraio 2019, dopo la sua recente scomparsa. La sua assenza si è percepita in ogni attimo, angolo e movimento. Lo show inizia con le parole della giornalista francese Laurence Benaïm in omaggio al maestro e con un minuto di silenzio in suo onore, durante il quale le modelle sono rimaste ferme. Poi in sottofondo viene diffusa la sua voce durante un’intervista: uno spettacolo all’insegna della commozione.

A sfilare le sue muse più adorate: Cara Delevingne, Mariacarla Boscono, Penelope Cruz, Kaia Gerber, Vittoria Ceretti. In prima fila i più cari amici della maison: Kristen Stewart, Monica Bellucci, Naomi Campbell, Janelle Monae, Marion Cotillard, Clemence Poesy, Caroline de Maigret, Claudia Schiffer, Karen Elson, Lara Stone. Invece l’amica di sempre, Inès De La Fressange, ha fatto sapere di non sentirsela.

Il Grand Palais si trasforma

La location che aveva pensato e progettato il “Kaiser” è una località sciistica adornata in ogni singolo dettaglio: chalet, montagne innevate, cammini fumanti, pini, sci, cielo azzurro. La collezione firmata da Karl e Virginie Viard è candida ed elegante: il bianco e il nero, la bellezza assoluta, il connubio perfetto come affermava Coco Chanel.

Chanel Fall Winter 2019/2020

Contrasti forti di bianco e nero e fantasie, cappotti lunghi in macro check abbinati a cappelli maschili. Preziose giacche imbottite e maglieria ricamata con motivi che ricordano i fiocchi di neve, abiti leggeri stampati con piccoli sciatori sulle piste, i vestiti da sera ornati da cristalli e piume e le immancabili perle Chanel. Nelle mani di ogni ospite c’è uno schizzo che ritrae Coco e Karl con la scritta: “The beat goes on” (La leggenda continua).

Da un inizio commovente ad un finale in festa sulle note di “Heroes” di David Bowie, ed un saluto fugace e commosso della nuova direttrice creativa Virginie Viard. La sala poi si alza in piedi e parte un inevitabile applauso profondo.

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