Quali mostre vedere in marzo? Ecco alcuni consigli

Torna l’immancabile appuntamento mensile di VelvetMag con l’arte e questa volta è il turno di marzo! Importanti fiere in Italia e all’estero, belle mostre d’arte moderna e contemporanea sono degli ottimi pretesti per una piacevole gita fuori porta per godere appieno l’arrivo della primavera. Ecco qualche consiglio… 

Art Dubai Contemporary, Day 5, Courtesy of Photo Solutions

ART DUBAI E TEFAF MAASTRICHT

Come sempre, cominciamo dalle fiere. La prima è la TEFAF che si terrà a Maastricht dal 16 al 24 marzo nel polo fieristico MECC (Maastricht Exhibition & Conference Center). Si tratta della fiera d’arte e antiquariato più importante del mondo, in quanto vanta la partecipazione dei migliori mercanti d’arte ed esperti internazionali. Da sempre un punto di riferimento per gli amanti e i collezionisti d’arte, il TEFAF quest’anno, per la sua trentaduesima edizione, ha avviato una nuova procedura di selezione che ha comportato l’arrivo di ben 40 gallerie nuove su 279. Dalla primavera olandese ci spostiamo al sole e al caldo degli Emirati Arabi che dal 20 al 23 marzo ospiteranno Art Dubai nella fantastica cornice del Madinat Jumeirah. In questo caso le protagoniste sono solo l’arte moderna e contemporanea (non antica), rappresentate da oltre 90 gallerie provenienti da tutto il mondo. Le novità di quest’ultima edizione riguardano sostanzialmente l’aspetto generale della fiera, i contenuti e l’aggiunta di nuove sezioni, allo scopo di fornire ai visitatori prospettive diverse da cui osservare le dinamiche dell’arte.

KIKI SMITH – WHAT I SAW ON THE ROAD

Kiki Smith
Earth
2012
arazzo in cotone jacquard
Oakland, California, Magnolia Editions
Per gentile concessione dell’artista e della Pace Gallery

Ancora una volta siamo costretti a “tornare” a Firenze, città che ultimamente sta regalando grandi soddisfazioni in quanto a eventi d’arte temporanei. Da citare è senza dubbio What I saw on the road – a cura di Eike Schmidt e Renata Pintus – la personale di Kiki Smith aperta fino al 2 giugno a Palazzo Pitti. Nata a Norimberga nel 1954 – ma ormai statunitense a tutti gli effetti – l’artista ha sempre rivendicato con orgoglio un posto nell’arte femminista. Nell’Andito degli Angiolini trovano spazio una quarantina di opere della Smith che offrono una panoramica assai completa riguardo la produzione artistica degli ultimi vent’anni. Coloratissimi arazzi in cotone jaquard, sculture in bronzo, argento e legno, opere su carta diventano testimoni di rilievo di almeno due fasi artistiche maturate negli anni: la prima va dagli esordi agli anni Novanta e si basa su una ricerca a proposito del corpo femminile, presentato come elemento fragile, spesso lacerato e smembrato, ma allo stesso tempo fieramente capace di riscatto e ribellione. L’altra fase è costituita dalla produzione recente, intesa a riflettere piuttosto su ciò che avviene fuori dal corpo e quindi volta ad indagare le dinamiche che regolano il rapporto corpo/mondo.

 

Alberto Savinio, Tombeau d’un roi maure, 1929, olio su tela

DE CHIRICO E SAVINIO. UNA MITOLOGIA MODERNA

Largo ai classici con la grande mostra dedicata a Giorgio de Chirico e Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea de Chirico), tra i più importanti maestri dell’arte del XX secolo. Ai due fratelli di origine greca è infatti dedicata un’esposizione allestita alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma), visitabile a partire dal 16 marzo. Oltre centotrenta opere provenienti da importanti collezioni internazionali intendono ricostruire la straordinaria versatilità di questi due artisti che, nel tempo, si sono confrontati con le discipline più varie nel tentativo di fornire un’interpretazione moderna del mito e della classicità. I curatori Alice Ensabella (Università di Grenoble) e Stefano Roffi (Direttore della Fondazione) hanno raccolto dipinti, lavori grafici, bozzetti, figurini e costumi per l’opera lirica realizzati dai de Chirico, al fine di ricostruire criticamente le affinità e gli eventuali contrasti in ambito intellettuale. È disponibile anche un interessante catalogo, in cui si è cercato di far emergere i punti salienti dell’iconografia saviniana e dechirichiana.

Robert Mapplethorpe_04
Robert Mapplethorpe
Self-portrait, 1988
64,9 x 50,8 cm.
© Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission.

ROBERT MAPPLETHORPE. L’OBIETTIVO SENSIBILE

Nel trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe (1946 – 1989) – e oltre alla grande mostra al Madre di Napoli – non poteva di certo mancare anche un evento a lui dedicato nella capitale. Ci ha pensato Flaminia Gennari Santori, curatrice di Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, esposizione nata dalla collaborazione con l’omonima Fondazione di New York per le incantevoli sale di Galleria Corsini a Roma. Dal 15 marzo si potranno ammirare quarantacinque opere che trattano la maggior parte delle tematiche affrontate dal maestro statunitense nelle sue fotografie: si spazia dallo studio delle nature morte, per attraversare i paesaggi, la statuaria classica e per terminare con le composizioni rinascimentali. Lo splendido contesto museale si sposa quindi estremamente bene con le opere esposte, proprio in virtù dell’inclinazione del fotografo a riprendere perlopiù soggetti legati al mondo antico. Non a caso, Mapplethorpe era anche un avido collezionista di fotografie storiche, passione che condivideva con il compagno Sam Wagstaff. Per maggiori informazioni visitare il sito https://www.barberinicorsini.org/evento/robert-mapplethorpe-lobiettivo-sensibile/

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