Parigi Pret A Porter, A/H 2019-2020 in dieci mosse

Momenti, luoghi, eventi, personaggi e naturalmente la moda che non dimenticheremo di questa nuova edizione parigina di Pap femminile per il prossimo inverno.

La celebrazione di Karl Lagerfeld al Grand Palais in apertura della nuova collezione Chanel, la prima senza il grande genio della moda scomparso lo scorso 19 Febbraio. All’inizio dello show, il suono argentino dei campanelli, magico, dolce e lieve, si diffonde nell’aria, si posa sulla neve di un’immaginaria stazione sciistica, le baite con i camini fumanti e i pini. Poi, dopo un minuto di silenzio che pare non dover mai finire, la voce del couturier avvolge i 2700 ospiti giunti ad omaggiare Kaiser Karl, per oltre 35 anni al comando creativo della maison di Rue Cambon. E se nel parterre manca Ines della Fressange, ancòra troppo afflitta, le amiche e le top models di una vita ci sono tutte, da Claudia Schiffer a Monica Bellucci a Kristen Stewart fino a Naomi Campbell. In passerella sfilano commosse Cara Delevingne, Maria Carla Boscono, le lacrime che le sfuggono e Vittoria Ceretti, l’ultima giovane musa italiana lanciata da Kaiser Karl.  Appare anche Penelope Cruz, in bianco come la rosa che stringe nella mano. Le note di “Heros” nella voce di David Bowie, Virginie Viard, la storica collaboratrice che si affaccia veloce a fine sfilata, commozione che stringe la gola e, alla fine, tutti in piedi per una indimenticabile, triste e tenera standing ovation.

L’amore per la poesia che si fa abito da Valentino. Pierpaolo Piccioli accoglie nelle sue nuove creazioni i versi di quattro poeti del movimento internazionale che dal 2010  in forma anonima, diffonde liriche nelle strade di tutto il mondo. Segretamente ricamate all’ interno di avvolgenti cappotti in cachemire o piu platealmente “piazzate” sugli orli di piccole gonne in pelle, su  lunghe nuvole di tulle o sui cappucci di più giovani felpe, le frasi poetiche incrociano la couture e si preparano a correre insieme nelle strade del mondo. Diffondendo così quei valori di amore e di passione per i reciproci lavori, che  si tratti di poeta o couturier. E quell’ abbraccio marmoreo realizzato dallo scultore norvegese Stephan Sinding sulla scia del migliore arte classica, stampato e ricamato su straordinari abiti che si indossano con la facilità di una tee short ne è la piu evidente prova. E  Per Pierpaolo Piccioli che sfila sotto la cupola di Napoleone, negli spazi des Invalide, l’ ovazione imperiale si trasforma magicamente in uno straordinario, poco parigino ma molto autentico tifo da stadio!

Oprah Winfrey, 65 anni, star della tv americana, tra le donne più potenti al mondo secondo la classifica di Fortune. Assiste per la prima volta al defileè di Stella Mc Cartney e la sua presenza manda in tilt i fotografi, pre e post show. E pazienza che con lei ci sia anche Lewis Hamilton, pilota di Formula 1, obiettivi e sguardi sono tutti per Oprah e Stella, la vera paladina di una moda green e sostenibile. Insieme, posano davanti al cartellone della nuova campagna” There She Grows” voluta dalla Fondazione Stella McCartney Cares e  dedicata a salvare l’ecosistema Leuser in Indonesia, adottando un albero e dedicandolo ad una persona cara. Rispetto dell’ambiente, riciclo e riuso messi bene in luce anche nella nuova collezione affidata ad abiti fluidi e belli, a volte realizzati anche con budellini tubolari ricavati da tee shirt inutilizzate, magnifici cappotti in tessuti vintage o eco furs e stivali con suola in gomma naturale realizzati per la prima volta con Hunter, mitico marchi britannico famoso per i suoi prodotti antipioggia.

La crescita costante e inarrestabile del marchio “Drome” grazie all’attenta direzione creativa di Marianna Rosati unita allo sguardo esperto ma discreto di papà Ferrero, una vera autorità in quanto a lavorazione della pelle nel distretto toscano, testimoniato dal suo già mitico marchio Santacroce. Sono passati quasi  dieci anni dal timido ma allo stesso tempo coraggioso debutto di un brand che allora si affacciava sulla scena scegliendo Parigi come palcoscenico. Un percorso ripagato dal mercato che oggi vede i capi di Marianna presenti nei migliori department stores internazionali. Fiori all’occhiello, la tecnica ma anche la  tradizione di abiti, giacche e coat  realizzati in morbidi  pellami trattati come tessuto e ispirati spesso anche al mondo dell’arte. Come sottolinea  la nuova collezione: riferimenti agli anni ’80, flash di colore acceso e intarsi grafici vicini all’ immaginario estetico e femminista di Cinthya MacAdams e Norma Quintana.  

SW10, il codice postale di Chelsea, oggi anche nuovo chicchissimo e fascinosissimo  progetto stilistico realizzato da Angelos Frentzos, designer di origini greche e nuovo direttore creativo del brand. Capi in denim  e in pelle che riprendono anche i colori degli iconici divani Chesterfield, realizzati in un bel mix di sartorialità e streetwear all’insegna degli anni ‘60/’70  di una Londra free and swing.

L’amore per i giardini di Giambattista Valli che veste le sue  jet setter girls in abiti leggeri e ricercati  come piccole siepi profumate e odorose, tra micro stampe floreali e preziosi  ricami. Dopo esserci ispirato ai Jardin des Tuileries, tocca ora ai paesaggi di Giverny, il luogo del cuore  del maestro dell’ impressionismo Claude Monet, che ritorna suggestivamente su mini dress di chiffon o sui più vaporosi   abiti da sera, firma inconfondibile dello stilista romano-parigino. E lo spirito romantico degli abiti si tinge anche di un certo tocco di eleganza parisienne, libera ribelle,  con un tocco di trasgressione audace e provocatoria come negli  scatti di Guy Bordin.

Più di una sfilata, oltre ogni tendenza. Perché Fashion Freak Show, il nuovo folle ed esuberante spettacolo  firmato da Jean Paul Gaultier in scena alle Folies Bergeres di Parigi fino al prossimo 16 Giugno accende i riflettori anche sulla moda nelle varie declinazioni, dagli anni ’70 ad oggi. Show unico e irresistibile che unisce cabaret, danza, varietà musicale, docufilm e defilee couture, il FFS è il racconto autobiografico di Jean Paul Gaultier, l’ enfant prodige del fashion system  che si mette  metaforicamente a nudo in uno spettacolo pop,  arricchito da amici e star internazionali come Dita Von Teese, Catherine Deneuve, Madonna, Kylie Minogue, Rossy de Palma. Spirito libero e  musiche travolgenti per due ore di imperdibile show!

La passerella tunnel chilometrica e dark allestita al Jardin des Plantes da Clare Waight Keller, direttore creativo Givenchy. Eleganza aristocratica e modernità delo street style   è il binario dove corre sicura la designer preferita da Megan Markle. Tagli sartoriali per coat dalle spalle esagerate che si uniscono ad abiti gentili stampati a piccoli fiori, il collo alto e arricciato dal plissè che disegna tutta la silhouette. Rigore con un tocco di contemporaneo romanticismo per capi perfetti, dall’ora del tea time alla più sensuale disco night.

Le teddy girl di  Christian Dior, nuovo capitolo femminile e femminista scritto con perseverante forza non solo stilistica da Maria Grazia Chiuri,  prima donna alla direzione creativa nella storia della maison di Avenue Montaigne. Una nuova collezione capace di dialogare con il mondo e con quelle subculture giovanili che divengono un’onda travolgente, si fanno pensiero e indicano la strada anche attraverso lo stile dell’abito che indossano. Cosi Chiuri ribadisce il suo pensiero manifesto. E per essere sicuri che il messaggio arrivi chiaro e forte, lo incornicia nell’ alfabeto-set realizzato al Museo Rodin da Tomaso Binga, nome d’arte dell’artista/poetessa degli anni ’70, Bianca Menna.   

E chiudiamo come abbiano cominciato, ovvero con quell’omaggio a Karl Lagerfeld che contagia non solo le passerelle ma tutta la città. Dal murales del Marais alla stazione del metrò, il ricordo, il pensiero ma anche la presenza di Karl è ovunque “vive nel presente ed inventa il futuro”. Proprio come lui desiderava che fosse la moda!       

Comments

comments