Hermès dietro le quinte, la celebrazione del lusso e dell’artigianalità all’Ara Pacis di Roma

Per fare un oggetto Hermès servono tempo, materie preziose, mani sapienti, talento, emozione. Circa 15 o 20 ore di lavoro per realizzare una delle borse più ambite dalle donne, portafoglio permettendo.

Hermés, come si realizza un capolavoro dell’artigianato di lusso

E se pensiamo al processo produttivo la filiera è ancora più lunga, si
parte addirittura dall’allevamento per selezionare e assicurarsi la qualità del pellame. Così racconta il sellaio presente alla mostra “Hermes Dietro le quinte” che per dieci giorni sarà con le sue maestranze artigianali all’Ara Pacis di Roma. Una location meravigliosa e prestigiosa che accoglie nella capitale gli artigiani della casa di moda francese – da sempre numero uno nel settore lusso – che si esibiscono nella realizzazione degli oggetti del desiderio. L’orologiaio, lo stampatore, l’orlatrice, l’incastonatore, l’incisore su seta, il vetraio, il confezionatore di cravatte. E ancora le “gantier” che trasforma il cuoio in una seconda pelle, dopo averlo avvolto in un panno umido che lo ammorbidisce gradualmente, il cuoio si lascia tendere e stirare come una pasta sottile dalle mani del guantaio. E non si scarta nulla: la porzione in eccesso sopra al dito mignolo viene usata come rinforzo sotto al bottone.

Uno storico brand del lusso

Ma si butta molto perché tutto ciò che non uscirà perfetto dalle mani degli artigiani, per difetto o errore, non sarà presente nelle boutique Hermés famose in tutto il mondo per la loro fama di qualità. Persino le tre borse che verranno realizzate durante il periodo di permanenza della mostra non saranno in vendita poiché, per mostrare il processo di realizzazione, l’artigiano non sarà perfettamente concentrato nella lavorazione e l’errore, anche se impercettibile, è garantito. Così spiega “la signora delle borse” durante la dimostrazione di come assemblare il manico di una Kelly. E stupiscono gli artigiani al lavoro dietro al telaio per realizzare i celebri Carrè che possono contare anche 46 colori. Dietro ad ogni finitura c’è un inizio, dietro ad ogni prodezza tecnica un lungo apprendistato, una costante perseveranza, dietro ad ogni gesto, l’utensile adeguato con la sua storia e il suo nome. Tutto il processo produttivo è di fronte ai nostri occhi per svelare i segreti di mani così talentuose e condividere la loro passione con curiosi ed estimatori del brand. Scoprirete come la materia si trasforma e come prende forma e l’artigiano diverrà una sorta di mago. E’ un mondo di eccellenze, bellezza, gioia del savoir faire, una sorta di festival dell’artigianato della storica maison che esibisce gli artigiani dei dieci mestieri e dopo aver fatto il giro del mondo ora è a Roma fino al 16 marzo. L’idea è di condividere con il pubblico tanta maestranza per dimostrare che magnifico mestiere è quello dell’artigiano, dietro le quinte del lusso.

Parole d’ordine: qualità, creatività, artigianalità

E soprattutto Hermès si autocelebra, fiera di essere alla sesta generazione di famiglia alla guida dell’azienda, sin da quando il fondatore, il sellaio Thierry Hermès nel 1837 aprì a Parigi la
prima bottega di finimenti per cavalli. “Un caso eccezionale – spiega Guillame de Seynes vicepresidente di Hermès – che ci ha permesso di conservare lo stesso spirito e attenzione alla qualità, creatività e artigianalità che sono la chiave del successo del brand”. Un marchio che certo si differenzia dalla concorrenza per essersi posizionato, in molto casi, come unico oggetto del desiderio, nessuno sconto, attese folli e prezzi da capogiro, bellezza incontrastata da 180 anni.

 

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