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Musica

Fedez, il ritiro dopo il tour: si occuperà delle sue start-up e la famiglia

Sta per terminare il Paranoia Airlines Tour del rapper pop Fedez. Queste date segnano, un po’ come i grandi eventi della vita, la fine di un’era davvero ricchissima di concerti e musica, per il cantante di Rozzano. E il tour, che porta lo stesso nome del disco, è stato una sperimentazione per l’artista, un lavoro uscito quasi (troppo) in fretta. Tutto questo per mettere un punto certe emozioni, seppur sottolineandole. E’ un lavoro molto diverso dal Fedez popolarissimo dei due dischi passati, radiofonici e che incontravano facilmente il gusto del pubblico, anche con temi sociali, impegnati. In Paraoia Airlines c’è lui, Federico Leonardo Lucia, l’uomo prima del cantante, che vive, ama, pensa, come a volte il personaggio, Fedez, fa fatica a dimostrare. Forse la parte umana è, per molti artisti, un incubo: significa mettersi a nudo, esporre alle critiche una parte molto vulnerabile.

Questo disco rispecchia quel che ho vissuto nell’ultimo anno e mezzo di vita, o forse negli ultimi 29. È introspettivo e terapeutico. È un modo per affrontare i miei lati d’ombra, per lasciarli alle spalle. Dopo tre anni vissuti in coppia con J-Ax sentivo l’esigenza di sperimentare e lavorare da solo. Quest’album non risponde a logiche di mercato o alla voglia di competizione. Mi sono espresso in totale libertà.

Questo è il motivo per cui, a molti, le sonorità nuove (ma prese in prestito dai sound d’oltreoceano, di cui Fedez non fa segreto) hanno fatto storcere il naso. Che poi bisogna levarselo dalla testa di gridare allo scandalo, ogni qual volta un artista decide di sperimentare. Tanto non ci sta mai bene nulla, perché o si è sempre troppo uguali, o si è incoerenti, cambiando. Il cambiamento è frutto di una riflessione, ma anche del tempo che fa maturare, personalmente e artisticamente. E in questo album Fedez non credeva molto, perché ha fatto le cose a modo suo, per esorcizzare i suoi mostri, non per il bene delle vendite.

Nel disco esprimo le paure che provo. Sono le stesse di tante persone, dall’ipocondria alla noia, fino alla paura di non essere all’altezza. Tendo a non godermi il presente e pensare troppo al passato o al futuro. Il fil rouge che unisce le canzoni è l’autoanalisi, l’esorcizzazione delle mie ansie. “Fuckthenoia”, con Annalisa, parla di come si può cadere nell’apatia. “Che cazzo ridi” non è una presa di coscienza, ma la descrizione di un mondo disilluso e disincantato. “Paranoia airlines” spiega come l’amore può aiutare a superare insicurezze e paranoie. “Sfregi e difetti” è un mantra che parla di crescita e maturità e di come la vita ti porta via leggerezza e spontaneità. Come in tutti i miei album c’è un velo di bipolarità e perciò il fil rouge non viene seguito fino alla fine. Forse perché non mi piace la routine.

E l’amore di cui parla, più o meno velatamente, è lo stesso che – come racconta – l’ha salvato dalle paranoie della vita. E’ l’amore di Chiara Ferragni, con la quale fa coppia fissa dall’estate del 2016, che ha sposato lo scorso 1° settembre. Con Chiara ha realizzato il sogno di diventare padre, poco più di un anno fa, di Leone. A lui, suo figlio, ha dedicato una traccia del disco, insolita e inaspettata per i suoi canoni, una ballata piena d’amore e devozione paterna, “Prima di ogni cosa”.

Quando ho iniziato a scrivere l’album, Chiara era incinta e costretta a letto a riposo. Non ho voluto tediarla facendole sentire le canzoni. Poi mi ha dato tanti pareri, mi ha aiutato, ha influito in maniera positiva. Siamo l’antitesi l’uno dell’altro: io vedo il bicchiere mezzo vuoto, lei mezzo pieno. Veniamo da mondi diversi, ma entrambi ci siamo creati un futuro dal nulla.

E Chiara lo ha accompagnato anche in più di una data del Paranoia Airlines Tour. Qualcosa di mai visto, almeno in Italia, di innovativo e che rompe un po’ gli stereotipi del concerto all’italiana. Per questo motivo è un tour relativamente “breve”, perché in ogni data c’è una concentrazione massima di organizzazione e creatività. Via la band, Fedez è solo sul palco (tranne che per alcuni duetti, in poche date), ma visualmente è circondato da entità attive e frizzanti. Il rapper comunica con lo stage, con gli ologrammi che lo circondano e che compongono la scenografia, in un gioco di luci e movimenti, piroette musicali.

Dopo il tour, come annunciato mesi fa da Fedez, uno stop, perché volutamente l’album deve avere vita breve. Il cantante ha bisogno di fermarsi, dopo anni di attività continua ed intensa, senza mai una pausa. Non solo, ha deciso di abbandonare anche il ruolo di giudice, che lo ha visto impegnato per diversi anni in tv, nel talent di Sky X Factor. Fedez ha grandi progetti, una casa discografica tutta sua, la Newtopia e delle start-up di cui vuole occuparsi. E ha una famiglia, alla quale ha paura di non riuscire mai a dedicare abbastanza attenzioni, impegnato com’è nella sua carriera. Chissà che, questo tempo lontano, lo condurrà anche presto di nuovo in studio, a scrivere e produrre un nuovo album. Staremo a vedere!

 

 

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