“Ma cosa ci dice il cervello”, Paola Cortellesi 007 in missione contro la maleducazione

Mai come in questo caso si può affermare che camaleontica, poliedrica e assolutamente versatile siano aggettivi che si addicono perfettamente a Paola Cortellesi. Mai come in questo caso, perché se tutti conosciamo la sua capacità di adattarsi perfettamente a ruoli comici o drammatici, brillanti o più riflessivi (basti pensare a film come “Nessuno mi può giudicare” o “Gli ultimi saranno ultimi”, passando per “Un boss in salotto” e “La fisica dell’acqua”), c’è da dire che in “Ma cosa ci dice il cervello” (il nuovo film diretto dal marito Riccardo Milani, in sala dal 18 aprile) l’attrice romana dà più che mai prova di saper passare con disinvoltura e naturalezza attraverso ben quindici personaggi diversi, risultando sempre credibile e parecchio divertente. Che si cali nella parte della triste impiegata del ministero o in una sorta di Tom Cruise in gonnella in versione “Mission Impossible”, che si travesta da tatuatrice coatta e rigida o da guida turistica, che si cali nei panni di una dottoressa, di una hostess, di una tassista o di un tecnico informatico, Cortellesi convince, diverte, intrattiene. Con sagacia.

Non è azzardato dire che negli ultimi anni Paola Cortellesi, artista poliedrica anche per tutti i suoi talenti da cantante, sceneggiatrice, conduttrice televisiva, autrice oltre che ovviamente attrice, è diventata la Signora della commedia italiana. E dei botteghini. Bastano i numeri per confermare questa tesi: oltre dodici milioni di euro incassati nel 2014 da “Un boss in salotto” di Luca Miniero, più di dieci milioni nello stesso anno per “Sotto una buona stella” di Carlo Verdone, oltre dieci milioni di euro per “Come un gatto in tangenziale” (film italiano campione di incassi del 2018) di Riccardo Milani, e quasi otto per il recente “La Befana vien di notte” diretto da Michele Soavi. Riuscirà la nostra Paola a scalare anche stavolta le vette del botteghino italico, con questa commedia esilarante e intelligente, ricca di spunti di riflessione e di un cast di attori tutti in parte e perfetti nei propri ruoli? Se dovessimo (e potessimo) giudicare dalla qualità della pellicola, la risposta sarebbe scontata. Il punto è che l’uscita subito prima di Pasqua, in un periodo ricco di ponti e di possibilità di fuga dalle città e dal lavoro, con il clima che va verso temperature miti tali da invogliare a gite fuori porta, potrebbe in effetti influire negativamente sul risultato commerciale del film. Perchè il cinema è sì un’arte meravigliosa (forse la più bella e completa), ma è anche un’industria, legata ai numeri, alle presenze, agli incassi raggiunti. E il botteghino conta, si sa. Sarà quindi interessante verificare se il pubblico italiano confluirà nelle 600 sale in cui potrà trovare il film (distribuito da Vision Distribution), o se la voglia di fuga e vacanza primaverile avranno la meglio. Mentre cast e distributori controllano le previsioni del tempo per i prossimi giorni, noi stimiamo che gli spettatori risponderanno numerosi all’invito al cinema, e che il passaparola (presumibilmente positivo) aiuterà la commedia a raggiungere incassi quantomeno buoni.

“Ma cosa ci dice il cervello”, Paola Cortellesi vendica ingiustizia e maleducazione

Ma parliamo di “Ma cosa ci dice il cervello”. La storia è quella di Giovanna (Cortellesi), noiosa e austera impiegata al Ministero, separata dal marito pilota di jet Enrico (Giampaolo Morelli), che vive con la figlia Martina (Chiara Luzzi) e la esuberante madre Agata (Carla Signoris). Una vita all’apparenza morigerata e tranquilla (sin troppo) quella condotta da Giovanna, se non fosse che in realtà dietro il suo serioso tailleur grigio e il basso profilo sempre mantenuto, si nasconde un’agente segreto impegnata in missioni di altissimo profilo e operazioni degne di 007 o Jason Bourne. Vista la sua mansione top secret, la nostra eroina si rivela una donna piena di talenti e capacità (parla arabo e russo, spara come una professionista, corre come un centometrista e ha grandi doti atletiche), che metterà a frutto in favore di alcuni vecchi amici ritrovati: durante una rimpatriata con quattro compagni di liceo, scopre infatti che ciascuno di loro, cioè Tamara (Claudia Pandolfi), Roberto (Stefano Fresi), Marco (Vinicio Marchioni) e Francesca (Lucia Mascino), subisce piccole angherie quotidiane sul posto di lavoro. Ed ecco che Giovanna, sfruttando le sue possibilità e capacità, li aiuterà a prendersi le giuste rivincite e a combattere la maleducazione e l’inciviltà imperanti. E per farlo si trasformerà in tanti personaggi diversi, usando bizzarri travestimenti e intrufolandosi in situazioni esilaranti.

Dal 18 aprile al cinema la nuova commedia con Paola Cortellesi “Ma cosa ci dice il cervello”

Soprattutto di maleducazione e inciviltà parla il film, che sin dall’incipit ci catapulta in una Roma in cui, per andare in ufficio, la protagonista deve fare lo slalom, tra automobilisti che sostano in mezzo alla strada, persone che gettano l’immondizia per terra o fuori dai cassonetti, semafori non rispettati, clacson che suonano all’impazzata e scene di ordinaria barbarie. Geniale la scelta del regista Riccardo Milani di usare come sottofondo di questa antologia di gesti di caos, inciviltà e mancanza di rispetto, la canzone “Three Little Birds” di Bob Marley, serafico e rilassante inno alla tolleranza e all’ottimismo! Insomma, il film parte già bene ed è poi un crescendo di situazioni al limite dell’assurdo e gag impreviste e sorprendenti.
Non c’è differenza di genere o di ceto sociale, la maleducazione non risparmia nessuno, è uguale per tutti, la cattiva educazione non ha ceto sociale” ha commentato in conferenza stampa Paola Cortellesi. “Abbiamo voluto raccontare tutto ciò col nostro registro, quello umoristico. Si stanno verificando molti di episodi del genere, la cronaca ce lo conferma: molti riguardano persone che fanno mestieri importanti (come quello dell’insegnante o del medico) che vengono scavalcati, sottovalutati, vessati e trattati con grande aggressività. Non sappiamo se siamo vittime o carnefici, perché ciascuno di noi ha fatto qualcosa di scorretto nella vita. Il nostro film vuol essere anche una riflessione su quanto noi stessi possiamo essere colpevoli. Bisogna svegliarci e vivere con rispetto reciproco”.
Mentre stavamo scrivendo il film, eravamo sommersi quotidianamente da tanti episodi legati alla ferita aperta di questo paese: la perdita del senso della convivenza” ha aggiunto il regista Riccardo Milani. “Abbiamo inventato poco, abbiamo inserito nella nostra sceneggiatura cose che viviamo quotidianamente cercando di divertirci tanto in un momento in cui c’è poco da ridere, fra mancato rispetto per le competenze e le regole, e un nervosismo esasperato. Non sarà il problema principale del paese, ma l’ignoranza e la complessità della convivenza meriterebbero un briciolo di riflessione. L’abbiamo fatto con tanto affetto per la nostra Italia, in cui i comportamenti sono trasversali, non riguardano solo alcuni ceti sociali.

Riccardo Milani e Paola Cortellesi di nuovo insieme per la commedia “Ma cosa ci dice il cervello”

A proposito della responsabilità legata ai successi al botteghino ottenuti sinora, Paola Cortellesi ha dichiarato: “I buoni risultati derivano dall’impegno di tutti, non solo dal mio. In una squadra c’è il centravanti che è spalleggiato da compagni forti, come gli sceneggiatori, i produttori, chi crede nei nostri progetti. Noi vogliamo sempre raccontare storie che siano il più possibile attuali, io sono ciò che appare della squadra ma si continua a lavorare coesi e forti. Se anche questo film andrà bene sarà un successo di tutti, e se andrà male sarà colpa di tutti quanti, mica solo mia!” ha scherzato l’attrice, che a proposito della preparazione per il film ha precisato: “In questa commedia ci sono ben 15 personaggi. Per interpretare al meglio la Giovanna che fa le acrobazie, ho fatto due mesi di allenamento con lo stunt coordinator Emiliano Novelli e con il suo gruppo di lavoro: mi hanno insegnato a fare le scene d’azione che altrimenti non avrei proprio saputo come affrontare (ci sono salti, corse, capovolte). Sono stata molto contenta di questa preparazione fisica. Tutti i personaggi sono stati scritti da noi ma creati da un gruppo importante, e hanno preso vita grazie ai costumi di Alberto Moretti, alle acconciatore di e al trucco di Ermanno Spera, che hanno fatto un lavoro veramente incredibile. E’ stato un bel lavoro di squadra!”

Convincente ed esilarante Paola Cortellesi, ma davvero notevoli anche i suoi comprimari. A partire da Carla Signoris che ne interpreta la mamma Agata, signora sulla sessantina ma con il cuore e lo spirito da sedicenne: una donna vivace, esuberante e piena di vita, che va alle feste a tema vestita in stile Abba o Michael Jackson, che fa lezioni di salsa e complimenti impertinenti ad uomini affascinanti.
Spassoso anche il personaggio incarnato da Paola Minaccioni, una madre arrogante e aggressiva, che crede di sapere più della pediatra (Lucia Mascino) e la tratta con violenza e strafottenza. Un’interpretazione fisica molto efficace e convincente quella di Minaccioni, che strappa tante risate soprattutto nella scena in cui (per la legge del contrappasso) si trova davanti al medico vendicatore delle ingiustizie Paola Cortellesi.

Carla Signoris esilarante madre di Paola Cortellesi nella commedia “Ma cosa ci dice il cervello”

Insomma, bravi tutti, da Stefano Fresi che si cala nei panni di Roberto (ex bello della classe, diventato insegnante di liceo imbolsito ma sempre carismatico) a Claudia Pandolfi alias Tamara (estroversa e allegra, migliore amica di Giovanna al liceo poi divenuta hostess), da Vinicio Marchioni (allenatore di una squadra di calcio di bambini, alle prese con un padre tifoso esagitato e arrogante) a Lucia Mascino (pediatra che deve combattere con madri saccenti cercando di mantenere la sua integrità). E bravo ovviamente il regista Riccardo Milani, che anche stavolta ha saputo far riflettere sulla realtà usando un linguaggio popolare e toni leggeri e scanzonati, e si è dimostrato un caposquadra attento e lucido.
Insomma, “Ma cosa ci dice il cervello” è una scommessa vinta. Ancor prima di sapere come andrà al botteghino.

Photo Credits: Claudio Iannone

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