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Liberazione 25 aprile, Mattarella apre le celebrazioni: “La storia non si riscrive”

AGGIORNAMENTO ORE 12:29 – “Molti italiani, donne e uomini, giovani e anziani, militari e studenti, di varia provenienza sociale, culturale, religiosa e politica, maturarono la consapevolezza che il riscatto nazionale sarebbe passato attraverso una ferma e fiera rivolta, innanzitutto morale, contro il nazifascismo. Nacque così, anche in Italia, il movimento della Resistenza. Resistenza alla barbarie, alla disumanizzazione, alla violenza: un fenomeno di portata internazionale che accomunava, in forme e modi diversi, uomini e donne di tutta Europa”. Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel ventennio fascista, prosegue Mattarella, “Non era permesso avere un pensiero autonomo, si doveva soltanto credere. Credere, in modo acritico e assoluto, alle parole d’ordine del regime, alle sue menzogne, alla sua pervasiva propaganda. Bisognava poi obbedire, anche agli ordini più insensati o crudeli. Ordini che impartivano di odiare: gli ebrei, i dissidenti, i Paesi stranieri. L’ossessione del nemico, sempre e dovunque, la stolta convinzione che tutto si potesse risolvere con l’uso della violenza”.

“Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”. Lo afferma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di Vittorio Veneto.

 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ha deposto una corona all’Altare della Patria, dando inizio alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile.

Oggi è infatti la Festa della Liberazione dal nazifascismo, 74 anni fa, il 25 aprile 1945. Presenti le alte cariche dello Stato, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Mattarella sarà poi a Vittorio Veneto.

Ieri Mattarella ha fatto appello a “non riscrivere la storia”. “Non è solo la festa dei comunisti: mi aspetto rispetto”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale oggi non sarà alle celebrazioni del 25 aprile ma oggi e domani sarà in visita in Sicilia.

Il premier Giuseppe Conte è invece atteso alle Fosse Ardeatine. Circa duemila i partecipanti attesi al corteo dell’Anpi che sfilerà da largo Benedetto Bompiani a piazzale Ostiense mentre in mille dovrebbero partecipare alla manifestazione antifascista da piazza delle Camelie a villa Gordiani.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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