venerdì, Agosto 14, 2020

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Lo shiatsu contro i malesseri emotivi: perché funziona davvero

Lo shiatsu può risolvere problemi di salute causati da malesseri emotivi. Difficile da credere, se si parte da un’interpretazione individualistica del proprio corpo, nel quale ad esempio un problema al fegato è solo un problema al fegato. Lo shiatsu, al contrario, abbraccia un metodo olistico basato sul concetto che nessuna parte può essere compresa se non in relazione al tutto. VelvetMag ne ha parlato con Tiziana Dezi, operatrice che da anni lavora nell’abito della Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

Shiatsu: cos’è, come funziona

Tutto parte da un futon sul quale sdraiarsi, cercando di allontanare ogni pensiero e di abbandonarsi all’operatore. Nello shiatsu ogni trattamento è a sé, visto che si va a lavorare sul singolo paziente in base alle sue necessità, a ciò che vive, ai ritmi di vita, all’età e così via. Lo strumento fondamentale è il tocco: “Il tocco dello shiatsu è una presenza di tutto il corpo che si esprime attraverso la mano. E cosa fa la mano nella shiatsu? Tocca, accarezza, preme, talvolta picchietta ed eccezionalmente sfrega. Insomma, ripete quei gesti millenari di cui gli esseri umani si nutrono e di cui hanno bisogno”, afferma Tiziana Dezi. Volendo riassumere, regalarsi una trattamento shiatsu significa prendersi cura di se stessi attraverso il tocco per recuperare il proprio benessere. Quando una persona si ammala, il sintomo è solo un aspetto dello squilibrio corporeo completo complessivo. È proprio lì che bisogna andare ad intervenire, mettendo in discussione anche il comportamento della persona e le sue singole modalità di vita.

Lo shiatsu contro i malesseri emotivi: perché funziona davvero

Dolore somatizzato e soluzioni

La malattia psicosomatica e il fenomeno della somatizzazione sono poco studiati dalla medicina occidentale ma oggetto di studi e trattamenti da quella orientale. Da definizione, una malattia psicosomatica può essere situata tra psiche e corpo, con sintomi che coinvolgono la sfera funzionale ed organica. In altre parole, l’organismo viene ostacolato nelle sue funzioni da problematiche di natura affettiva, emotiva o socio-ambientale. A chi non è mai capitato di vivere un momento di difficoltà nella propria vita quotidiana e di pagarne le conseguenze a livello fisico? La questione in un primo momento può apparire filosofica ma in realtà è più pratica che mai.

Come spiegato dalla Dezi, lo shiatsu può essere considerato l’arte del riequilibrio manuale e cerca di intervenire su tali problematiche partendo da un principio semplice: toccando con l’intensità e la qualità giuste determinate parti del corpo, questo ne riceve uno spunto energetico che aiuta a migliorare lo stato di benessere e ristabilire l’equilibrio compromesso. Nulla di strano se si considera, appunto, il lavoro della Medicina Tradizionale Cinese.

Medicina Tradizionale Cinese: il legame tra organi e sentimenti

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese ciascun organo è legato ad un sentimento. La collera corrisponde al fegato, l’allegria al cuore, il ‘rimuginare’ alla milza, la tristezza al polmone, la paura ai reni. Individuare il proprio punto debole permette all’operatore di lavorare su di esso e, col tempo, di risolvere il problema a 360 gradi. La malattia è sempre e comunque il blocco di un meridiano. Questo blocco può essere di natura patogena (ovvero legato ad un fattore esterno) o di natura emotiva. Per l’operatore non fa alcuna differenza: si va comunque a lavorare sullo stesso meridiano, lì dove passa il dolore. Si tratta di un processo in cui l’individuo in prima persona deve fare qualcosa per se stesso, aiutandosi con lo shiatsu ma all’occorrenza anche con l’alimentazione, il respiro, il modo di affrontare le difficoltà e, ovviamente, l’allontanamento di ciò che ha causato il problema fisico.

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