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Cannabis light, Salvini chiude i negozi ma M5S non ci sta: è scontro

Il ministro dell’Interno Salvini ha annunciato che emanerà una direttiva per chiudere tutti i negozi che vendono cannabis light. Previsto anche il divieto a ogni tipo di festa legata alla canapa. “Ringrazio le forze dell’ordine e la magistratura. È in corso la chiusura di tre cannabis shop a Macerata, Porto Recanati e Civitanova Marche”, il commento di questa mattina, 9 maggio.

“Da oggi comincia una guerra via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città – aggiunge -. Gli spacciatori non li voglio, la droga fa male. Meglio un uovo sbattuto”. Per poi annunciare: “Sono sicuro che il ‘modello Macerata’ può essere replicato con successo in tutta Italia, oggi stesso manderò una direttiva con questa indicazione”. “Complimenti al questore e alla magistratura, lo Stato dimostra di non essere complice di chi vende prodotti che fanno il male dei nostri figli”, dice ancora Salvini.

Ma sul tema è polemica con il M5s. “Non vedo per quale motivo vadano chiusi. Lo Stato deve star vicino alle piccole medie-imprese. È un tema che per me non esiste”, chiosa il sottosegretario al ministero dell’Interno, Carlo Sibilia. Polemico anche il Pd. “Non sono mai stato a favore della legalizzazione della cannabis, ma quella di Salvini sulla chiusura dei negozi è solo l’ennesima bomba di distrazione di massa lanciata nella testa degli italiani”, dice il segretario Nicola Zingaretti a Corriere della Sera Tv.

Interviene anche il vicepremier Luigi Di Maio: “Dire di essere contro la droga è come dire di essere per la pace nel mondo, siamo tutti d’accordo: più controlli fa meglio è, nessuna volontà di non sostenere il ministro dell’Interno nella lotta alla droga. Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia”. “Combattere la droga significa anche combattere la mafia come dimostrano gli arresti delle ultime ore contro il clan Casamonica”, replica Salvini a stretto giro, chiedendo che “il senatore dei 5 Stelle Mantero ritiri la proposta sulla droga libera”. “Non è nel contratto di governo – conclude il ministro dell’Interno – e non voglio lo Stato spacciatore”.

Intanto gli organizzatori della Million Marijuana March di Roma fanno sapere che sabato prossimo, 11 maggio, non rinunceranno alla manifestazione prevista. Il corteo, nato per promuovere la legalizzazione delle droghe leggere, partirà da piazza della Repubblica alle ore 14 e sfilerà per le strade del centro di Roma fino a piazza San Giovanni.

“Abbiamo l’autorizzazione della questura e non crediamo si possa annullare tre giorni prima”, aggiungono gli organizzatori, che sottolineano: “Legalizzare significa togliere dalla strada gli spacciatori, esattamente quello che Salvini va dicendo in tv”. A Torino invece è stato annullato il Festival internazionale della Canapa, che si sarebbe dovuto tenere dal 17 al 19 maggio al Pala Alpitour.

Sono 2.087 attualmente in Italia i punti vendita di cannabis light aderenti all’Aical, l’associazione nata nel 2018 che riunisce 7 tra le principali aziende del settore. Secondo i dati diffusi sul sito dell’associazione, il fatturato è di 6,598 milioni di euro; la superficie coltivata è di 58,5 ettari. Sempre seconda quanto riferito sul sito di Aical, “i coltivatori raccolgono circa 500-600 kg di prodotto di cannabis light per ogni ettaro coltivato, rivendendo l’intero raccolto a un prezzo compreso tra i 100 e i 1.000 euro al chilo”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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