Paola Pivi. Una mostra da “World Record” al MaXXI

Paola Pivi, World record, 2018
Foto Attilio Maranzano
Courtesy l’artista

World Record è la mostra di Paola Pivi – Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1999 – in programma al MaXXI di Roma fino all’8 settembre. Un progetto site-specific a cura di Hou Hanru e Anne Palapoli che prevede un’alternanza di opere storiche a lavori più recenti, tra sculture e installazioni. VelvetMag ha recensito la personale per voi, proponendo una breve spiegazione di alcune opere esposte.

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Spontaneità, fantasia e sorpresa sono le parole chiave di una mostra che di convenzionale ha ben poco. Del resto, tra gli obiettivi primari del lavoro di Paola Pivi (Milano, 1971) – artista conosciuta a livello internazionale – vi è anche il desiderio di generare nuove prospettive attraverso le quali guardare alla realtà. Al museo di Roma tutto è messo discussione, tutto è stravolto, a partire dalla funzione degli oggetti di uso quotidiano (di cui la Pivi spesso si avvale) che vengono sottoposti ad  una decontestualizzazione tipica della poetica duchampiana.

L’esposizione prende il titolo dall’installazione più importante, World Record, che consiste in una gigantesca distesa di materassi sovrastata da un’altra identica, entro la quale i visitatori sono invitati ad arrampicarsi per entrarvi. Un’esplicita richiesta dell’artista nei confronti del pubblico ad interagire con l’opera che al contempo lo conduce verso una direzione confidenziale, in grado di rivelare una dimensione mai esplorata prima. Una sorta di sfida alla possibilità di attribuire una forma concreta all’immaginazione, oltre ad un tentativo di superamento dei limiti dell’impossibile. In questo spazio inedito lo spettatore è costretto a gattonare, a giocare, a rotolare o magari semplicemente ad osservare gli altri mentre compiono queste azioni ludiche.

Paola Pivi, Exhibition view: World record, 2019
Foto Attilio Maranzano
Courtesy l’artista

Tuttavia, con Untitled (gold sofa), Untitled (gold and pink sofa-bed) – entrambe del 1999 – e Scatola Umana (1994), si passa dal macro al micro: infatti, le prime due opere rappresentano una fedele riproduzione in miniatura di divani imbevuti di profumo, mentre la terza è una scultura in plexiglass di pochi centimetri che rappresenta un cubo trasparente. Nei primi due casi risulta interessante assistere alla metamorfosi nel tempo di un oggetto d’arredo che da sempre riveste un ruolo importante nella vita quotidiana di tutti noi: il mini sofà, impregnato di un’essenza odorosa “firmata” Guerlain, si impreziosisce e si dilata nello spazio dando vita a continue variazioni di forma. Invece Scatola umana, in quanto tra i primi lavori di Paola Pivi, sembra racchiudere tutto il potenziale della sua creatività, da quel momento in poi espressa mediante i linguaggi artistici più vari: fotografia, scultura, installazione etc…

In realtà la mostra si apre con Share, but it’s not fair, un’altra installazione costituita da cinquecento cuscini appesi a metà del soffitto del museo che formano una grafica astratta e tridimensionale. Ciascun elemento è bicromo, giallo e rosso, ed è stato realizzato utilizzando degli abiti di monaci tibetani. L’abbinamento tra leggerezza e serialità dell’installazione contribuisce a creare un contrasto tra la percezione del singolo e dell’insieme, altresì definibile come una doppia lettura dell’opera.

Infine, un ottimo risultato estetico è ottenuto anche da dieci esemplari di una serie esposta per la prima volta al Dallas Contemporary nel 2016: delle ruote di bicicletta sono adornate con piume colorate e appese a parete. Un piccolo motore interno consente un movimento ipnotico e carnevalesco che molte persone hanno accostato simbolicamente ad una fabbrica di sogni. In effetti queste opere riflettono la volontà dell’artista di lasciare al pubblico una libera interpretazione, la quale rappresenta la chiave di lettura della maggior parte dei suoi lavori. In proposito l’artista ha dichiarato: «In generale, noto che le persone a cui piace il mio lavoro sono persone che amano la vita
o i sogni. Sono persone simili a me, persone senza paura».

Infine, altre numerose opere da scoprire al Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma per una mostra davvero da… world record!

Tutte le informazioni su http://www.maxxi.art

Paola Pivi, Exhibition: 2018 – Art with a View, The Bass Museum of Art, Miami Beach, USA
Photo credit Attilio Maranzano
Courtesy: Perrotin, Paris/Hong Kong/New York/ Seoul/Tokyo/Shanghai and the artist

 

Paola Pivi. World record

a cura di Hou Hanru e Anne Palopoli

Dal 03 Aprile 2019 al 08 Settembre 2019

MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo

via Guido Reni 4/a – Roma

Orari: 11-19; sabato 11-22. Chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima del museo

Costo del biglietto: intero € 12, ridotto € 9. Gratuito minori di 14 anni; disabili che necessitano di accompagnatore; accompagnatore del disabile; dipendenti MiBAC; accompagnatori e guide turistiche dell’Unione Europea, munite di licenza (rif. circolare n.20/2016 DG-Musei); 1 insegnante ogni 10 studenti; membri ICOM; soci AMACI; giornalisti accreditati; possessori della membership card del MAXXI; studenti universitari di Arte e Architettura dal martedì al venerdì*; il giorno del tuo compleanno

Informazioni: +39 06 3201954 oppure [email protected]

 

 

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