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Proiettile a Salvini, aperta un’inchiesta. Ecco che cosa è successo

Pallottola in busta a Salvini: i magistrati della Procura di Roma hanno aperto un’indagine. Nella giornata di martedì 21 maggio, infatti, una busta con un proiettile calibro 9 era stata indirizzata al ministro dell’Interno, recapitata al Centro di smistamento postale di piazzale Ostiense a Roma.

Il procuratore aggiunto Francesco Caporale, che ha delegato le indagini alla Digos, procede per il reato di minacce aggravate. Gli artificieri della polizia hanno sequestrato la missiva con la pallottola. Il pacco ha insospettito gli investigatori per l’assenza dell’annullo postale e di un mittente. Nessun messaggio né sigle di rivendicazione.

Non mi fanno paura e non mi fermo – ha commentato il ministro Salvini -. Più che da una politica spesso ipocrita, confido nella solidarietà di milioni di italiani perbene che si esprimeranno con il voto di domenica”.

“Se pensano di spaventarmi hanno trovato l’uomo sbagliato”, ha aggiunto. A esprimere solidarietà al vicepremier e ministro dell’Interno Salvini è la presidente del Senato Elisabetta Casellati. “Esprimo vicinanza” ha detto “e ferma condanna per il vile gesto intimidatorio di cui è stato fatto oggetto. Un atto grave sul quale è necessario che venga fatta piena luce”.

L’Onu contro l’Italia: “Diritti umani a rischio col decreto Salvini”

(articolo del 19 maggio 2019) Replica sarcastica del Viminale alla lettera dell’Onu che ha accusato l’Italia di violazione dei diritti umani con il decreto sicurezza bis.

“Il Viminale non ha sottovalutato la lettera dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, soprattutto alla luce della competenza e dell’autorevolezza delle Nazioni Unite in materia. Autorevolezza testimoniata da alcuni Paesi membri dell’Onu come Turchia e Corea del Nord“. È quanto affermano fonti del Viminale ribadendo che “l’auspicio” è che il provvedimento sia “approvato nel Cdm di lunedì”. Dal ministero di Matteo Salvini respingono con ferocie ironia al mittente le accuse di violazione dei diritti umani augurandosi che “l’autorevole Onu dedichi le energie all’emergenza umanitaria in Venezuela, anziché fare campagna elettorale in Italia“.

Inoltre, aggiungono le fonti, “è singolare che l’Alto Commissariato per i Diritti Umani non si fosse mai accorto che la multa per chi favorisce l’ingresso non autorizzato di immigrati fosse già presente da tempo nell’ordinamento italiano (articolo 12 del Testo unico sull’immigrazione)”. E il decreto Sicurezza Bis “aggiorna la norma”. Una “svista”, dicono al Viminale, che il ministero avrebbe “segnalato riservatamente agli autori della lettera, se solo l’Alto Commissariato l’avesse inviata prima al Viminale e poi, eventualmente, ai media e non viceversa”. Il Dl Sicurezza bis è “necessario, urgente e tecnicamente ineccepibile”.

Dura presa di posizione delle Nazioni Unite contro l’Italia. L’Onu ha infatti chiesto al governo italiano di respingere il decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal ministro Salvini.

Il motivo? A giudizio dell’organizzazione internazionale, di cui anche l’Italia fa parte, tale decreto “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti”. “Inclusi i richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani”.

Il Ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero ha confermato di aver ricevuto dalla Rappresentanza Permanente presso le Nazioni Unite a Ginevra una lettera. Nella missiva sono contenute richieste di chiarimenti e “rilievi di preoccupazione con riguardo alla bozza del cosiddetto decreto sicurezza bis non ancora discusso dal Consiglio dei Ministri”. “La lettera è stata trasmessa anche al Ministero dell’Interno – dice Moavero – e, naturalmente, riceverà da parte del Governo la dovuta attenzione, in coerenza con il tradizionale rispetto degli impegni internazionali e dell’assoluta tutela dei diritti umani”.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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