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Di Maio sotto attacco: resa dei conti nel M5S

AGGIORNAMENTO ORE 11:46 – “Chiedo di mettere al voto su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato”, ha scritto oggi Luigi Di Maio in un post sul Blog delle Stelle. La domanda a cui dovranno rispondere gli utenti è: “Confermi Luigi Di Maio come capo politico del Movimento 5 Stelle?”. Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 20 di domani 30 maggio.

 

Per Luigi Di Maio, capo politico del Movimento Cinque Stelle, sta arrivando un’estate difficile. Dopo il crollo alle Europee fra i pentastellati si apre infatti la resa dei conti.

PARAGONE  APRE IL FUOCO “AMICO”

La generosità di Luigi Di Maio di mettere insieme 3-4 incarichi deve essere rivista“. Lo dice alle telecamere del fattoquotidiano.it il senatore M5s Gianluigi Paragone. “È fuor di dubbio che c’è bisogno di una discontinuità. M5S – prosegue Paragone – per ripartire ha bisogno di una leadership politica non dico h24 ma non siamo lontani”.

LA “LEZIONE” DI LOMBARDI

Allo schiaffo di Paragone si aggiunge per Di Maio la bordata di Roberta Lombardi. “Quando c’è una sconfitta gli errori si distribuiscono, le responsabilità si assumono, i cambiamenti si mettono in conto” scrive Lombardi su Facebook.”La responsabilità in capo ad un solo uomo è deleteria per il MoVimento, ed è un concetto da prima repubblica – aggiunge -. Usato e abusato da Renzi & Co. Il modello culturale di riferimento di M5S è la partecipazione. Grillo e Gian Roberto Casaleggio ci hanno insegnato a stare nel mezzo, ad ascoltare la forza dal basso delle scelte e delle idee di portavoce e attivisti”.

FATTORI: “DI MAIO RESPONSABILE IN PIENO”

Il voto è stato un grande disastro di cui si deve assumere tutta la responsabilità Luigi Di Maio. Visto che si è blindato con un regolamento che gli dà tutti i poteri”. Così Elena Fattori, senatrice ribelle del M5S, in un’intervista al Corriere della Sera in cui annuncia: “In assemblea chiederò le sue dimissioni dai due ministeri. Non può fare tutto e male”. Quanto a un passo indietro da leader del Movimento, “se qualcuno lo chiedesse, dovrebbe rimettere il mandato in mano agli iscritti. Con una disfatta del genere non si può far finta di niente”.

Gli errori sono stati tanti, a cominciare dal fatto che si è dato troppo spazio a Salvini“. E il cambio di rotta è stato “tardivo e poco convincente – insiste Fattori -. La nostra aggressività è stata insensata, visto che abbiamo lasciato fare qualunque cosa a Salvini”, dice Fattori. La senatrice contesta l’autorità dei quattro leader che hanno detto a Di Maio di restare.

BUFFAGNI PIU’ DIPLOMATICO…

A breve abbiamo un’assemblea parlamentare e ne discuteremo” in quella sede. Lo ha detto il sottosegretario Stefano Buffagni interpellato dai cronisti sul ruolo di Luigi Di Maio nel foyer del Consiglio regionale della Lombardia. “Il gruppo parlamentare è una parte del Movimento – ha aggiunto Buffagni -. Il Movimento è molto più ampio e questo è importante da ricordare. Dopodiché vedremo”. A chi gli fa notare che rispetto alle ultime elezioni il M5S ha di fatto dimezzato i consensi, il sottosegretario ha risposto che “al 32% lo aveva portato lui”.

BATTELLI: “RIMEDIARE A ERRORI”

“La velocità della politica è incredibile, ruota vorticosamente. A volte va bene, a volte, come in questo caso, va male. L’esito delle elezioni europee ci dice che 4 milioni e mezzo di persone ci hanno sostenuto in Europa. Una parte consistente di elettorato, sfiduciato, ha preferito non esprimersi. È nostro dovere, a questo punto, fermarci, analizzare, comprendere gli errori e metterci in moto per rimediarli. È quanto dichiara il presidente della Commissione per le Politiche dell’Ue Sergio Battelli, del M5S. “Ben vengano, allora, le critiche costruttive – prosegue Battelli -. Ma privare Luigi Di Maio del nostro sostegno significa commettere un grave errore di valutazione politica e rinnegare le nostre origini. Il segnale è chiaro: servono più dialogo e umiltà da parte di tutti”.

Gianluigi Paragone e Roberta Lombardi

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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