Cecilia Gayle tra Mina e Malgiolgio: il ritorno della leggenda latinoamericana [ESCLUSIVA]

Conoscere la musica di Cecilia Gayle è un fatto a questo punto slegato dall’età dell’ascoltatore, o dei generi musicali di riferimento. L’artista costaricana è ormai da due decenni parte integrante della concezione stessa che gli italiani hanno della musica latinoamericana: i suoi brani di lancio (El Tipitipitero e soprattutto El Pam Pam) rimangono ad oggi i primi a cui si pensa, automaticamente, come facessero parte di un patrimonio pop condiviso da milioni di persone. Un ruolo di ambasciatrice di un genere intero che l’artista ha sempre rivendicato con orgoglio.

Nell’ultimo decennio le apparizioni di Cecilia Gayle si erano diradate, complice alcune scelte di vita personali che l’avevano portata lontano dai riflettori. Ora la voglia di palco è evidentemente tornata: da alcune settimane è in radio una sua rivisitazione di L’Importante E’ Finire, il classico Mina-Malgioglio che sancisce ancora una volta il suo legame con quella cultura pop italiana che l’ha da tempo adottata. Il brano, oltre che un omaggio ad uno dei mentori della cantante, rappresenta una riproposizione evoluta del proprio stile, come una sorta di rivisitazione matura del “personaggio” e dei classici di vent’anni fa. Di questo ritorno e dell’ultimo periodo ne ha parlato con Velvet, in questa intervista esclusiva.

Velvet: L’Importante è Finire ti porta ad un’interpretazione piuttosto differente dai tuoi classici più dance. Come mai questa riscoperta di uno stile come la bachata, apparentemente lontano da ciò che normalmente ci si aspetterebbe da un tuo singolo?

Cecilia Gayle: Il genere della bachata mi appartiene. Nel 1997 avevo lanciato in Italia il brano El Talisman che mi aveva permesso di fare le mie prime apparizione televisive. E’ stato un bell’inizio. Da una parte gratificante ma dall’altra parte deludente perché dopo tanta promozione è arrivata l’originale e mi sono dovuta mettere da parte com’è giusto che sia. E da allora mi sono detta non faccio più cover e così sono passati più di 20 anni
Come cantante non ho una via di mezzo, o sono completamente passionale o completamente scatenata. Mi trovo benissimo in tutt’e due i personaggi. Poi la cantante latina tende molto a cantare diversi genere. Per esempio
come Gloria Estefan, Celia Cruz.

Da dove nasce l’idea di una cover di un brano storico della melodia italiana? Il brano fu scritto in un periodo in cui l’interesse per le contaminazioni era altissimo, e infatti si adatta perfettamente. Si pone in un certo senso in scia al lavoro su Raffaella Carrà di qualche anno fa.

E’ un’idea nata insieme a Cristiano Malgioglio. Volevo fare una bachata che è un ballo molto sensuale ed altrettanto le parole e musica de L’importante è finire, lo sono .  Il connubio è PERFETTO.

Che ruolo ha avuto in tutto questo Cristiano Malgioglio? Sappiamo che nei primi anni la sua figura è stata piuttosto importante per te, e c’entra sicuramente con la volontà di recuperare un suo classico.

Cristiano è molto amico mio, è come se  fosse un fratello. C’è un’amicizia che ci unisce  da più di 20 anni. Allora eravamo inseparabili. Poi col lavoro ed impegni vari ci vediamo di meno. Ma ci sentiamo sempre per telefono. Si mi ha aiutato tantissimo. Ma soprattutto nel mio cuore mi è rimasto tutto l’affetto che mi ha dato in quei momenti più difficili, come passare un Natale senza mio figlio e la famiglia che per problemi burocratici ed economici mi resultava difficile raggiungere. Senza mai chiedere niente, Cristiano mi riempiva di mille attenzione. E’ un grande uomo dotato di grande sensibilità. Ricordo che appena poteva mi portava sempre a Ramaca dalla sua famiglia in Sicilia e molto spesso cucinava per me, sopprattutto nei giorni di festa. Non dimenticherò mai quei momenti.

Arrivasti in Italia alla fine degli anni ’90, quando stava riesplodendo un grande interesse per la musica latinoamericana. Com’è stato trovarsi fin da subito etichettata come “ambasciatrice” di quel mondo? Ancora oggi i tuoi pezzi di allora sono probabilmente i primi che vengono in mente quando si parla di questi generi.

La soddisfazione è grande. Avere 2 brani come El pam pam ed El Tipitipitero che fanno parte dei classici dei balli di gruppo per me è un grande sogno realizzato, ma la soddisfazione è maggiore quando penso  all’affetto del pubblico.. Sono stata sempre accolta bene dovunque sono andata.

Come sono stati gli anni da “personaggio tv”? E’ stato un ruolo che tutto sommato hai smesso presto, tornando a mettere in primo piano la musica.

Preferisco l’approccio con pubblico dal vivo. In TV cantavo. Non mi sono sentita più di tanto personaggio ma cantante, ma la TV è importantissima per il nostro lavoro. Ti da molta visibilità. 20 anni fa il cantante non voleva andare in TV. Oggi invece i tempi sono cambiati. Se non sei in TV e nei social è come se non esistessi. Io non
sono molto social, ma mi sto dando da fare.

Negli ultimissimi anni la musica latinoamericana è stata lanciata a livello di pop mainstream globale. Brani in spagnolo ormai sono popolari quanto quelli americani,e  le produzioni sono diventate milionarie. Come si pone una veterana come Cecilia Gayle nei confronti di tale successo?

Non sono sorpresa. Prima o poi doveva succedere. L’universo unisce quel  che l’uomo separa.Le contaminazione hanno sempre dato completezza e bellezza ad ogni unione.

Leggiamo che in questi anni ti sei dedicata molto alla famiglia, diradando il tuo lavoro sul palco all’apice del successo. Come mai una scelta così importante?

Ho avuto un figlio dal mio matrimonio. Avevo 18 anni quando mi sono sposata e mi sono separata quasi subito. Ero convinta di trovare il principe azzurro. Credevo ciecamente a questa affermazione. Mi sono trovata a crescere un figlio da sola. La mia famiglia è contadina, quindi non potevano aiutarmi più di tanto. Mi sono data al lavoro con molta convinzione  por portare avanti mio figlio e la mia vita  Ce l’ho fatta perché è riuscito a laurearsi all’università più importante al mondo, alla Harvard University. Raggiunto questo traguardo mi dedico completamente a me stessa ed a seguire la mia prima passione, la musica. E perché no, spero di trovare un nuovo marito.

Recentemente sei tornata piuttosto attiva nella lavorazione di videoclip e singoli. C’è in programma un lavoro in studio, un album completo?

Si. Almeno questi sono miei progetti. Come  è ben saputo c’è molta crisi nella discografia, ma io non mi arrendo. Attraverso le mie canzoni voglio raccontare il percorso della musica latina, dai balli di gruppo, reggaeton, salsa, bachata, kisomba… Perché sono un’anima latina a 360°!

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