Diventare mamma? Decido io quando!

Negli Stati Uniti molte aziende hanno previsto già da qualche anno di sostenere le spese per la crioconservazione degli ovuli per le dipendenti che lo desiderino. Anche in Italia fortunatamente oggi si inizia a parlare di misure di prevenzione per la sterilità femminile e a supportare iniziative in tal senso. Cosa vuol dire questo? Che si sta iniziando a comprendere quanto sia necessario considerare il cambiamento del ruolo della donna nella società odierna.

Oggi essere single a 35/40 anni non è più un tabù come accadeva molti anni fa, ma è una logica conseguenza della nuova dimensione femminile, che, fortunatamente, ora si caratterizza per una libertà maggiore nel poter compiere scelte, sentimentali e lavorative.

Quello che bisogna considerare, però, è che il periodo di maggiore fertilità per una donna va dai 25 ai 35 anni, dato biologicamente incontrovertibile. Purtroppo, ancora oggi la gran parte delle donne non ne è consapevole, perché poche ancora sono le politiche attuate a favore di una maggiore diffusione di informazioni in merito alla propria fertilità e alla tutela di essa.

Con il cambiamento del ruolo della donna all’interno della società odierna, l’età in cui si inizia a pensare ad una possibile maternità si è spostata sempre più avanti. Secondo gli ultimi dati ISTAT, l’età al primo figlio ormai si aggira intorno ai 32 anni, dato impensabile fino anche a venti anni fa. Si sta quindi venendo a creare un’importante discrepanza fra quelli che sono i cambiamenti della società moderna e la biologia femminile, che ovviamente non subisce gli stessi mutamenti.

Il numero di ovociti femminili infatti ha un limite e si riduce con il tempo che passa. Questi limiti non possono essere superati nemmeno con le tecniche di fecondazione assistita, alle quali sempre più donne ad oggi ricorrono. E’ dunque necessario che le donne vengano informate della possibilità di usufruire di tecniche di preservazione della fertilità, che possano permettere loro di posticipare la maternità nel momento in cui lo ritengano più opportuno.

Una delle tecniche più efficaci è la cosiddetta crioconservazione degli ovociti, che consiste nel vitrificare gli ovuli femminili, prelevati nel momento di maggiore fertilità della donna, a temperature molto basse, dando così la possibilità di utilizzarli nel momento più opportuno.

Grazie alla vitrificazione, i tassi di sopravvivenza dei gameti femminili al momento dello scongelamento sono molto alti (si parla di oltre il 90% nelle donne tra i 25 e i 35 anni) e i tassi di riuscita di tecniche di fecondazione assistita con l’utilizzo di ovociti “scongelati” sono equiparabili con quelli in cui sono stati utilizzati ovociti freschi.

Si parla quindi di “Social Egg Freezing”, proprio perché questi ovociti possono essere utilizzati nel momento in cui “socialmente” una donna lo ritenga più opportuno.
Sarebbe necessario che lo Stato intervenisse con politiche che favorissero la maternità, in modo tale da prevenire l’insorgere della sterilità determinata dall’età. Bisognerebbe poter cercare di fare il possibile per ridurre le cause che stanno creando un così basso tasso di fecondità e di natalità nelle coppie italiane.

Nel frattempo, però, è necessario che le donne si informino in merito a queste tecniche, che possono permettere loro di avere in mano il timone della propria vita e essere completamente libere nella scelta di diventare mamme.


 

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