Cinema

Meryl Streep compie 70 anni: tutti i suoi film cult

Sabato 22 giugno 2019, Meryl Streep compie 70 anni. Un’icona della Settima Arte che continua a brillare non soltanto tra le stelle di Hollywood ma nell’immaginario di tutti noi. Lei è la dimostrazione di come la versatilità di un artista debba essere la prima caratteristica da mettere a servizio di questa professione.

Meryl Streep filmografia: le opere cult

Kramer contro Kramer, regia di Robert Benton (1979)

Ogni qualvolta questo film passa in tv ci si ritrova a pensare di quanto sia stato lungimirante nel raccontare la separazione e i due protagonisti – la nostra icona e Dustin Hoffman – sono straordinari.
«Abbandonato dalla consorte, un brillante pubblicitario riserva mille attenzioni al figlioletto. La donna però vuole riprendersi il bambino. Comincia una battaglia legale che mette a dura prova l’ex coppia» (dalla sinossi ufficiale).

L’interpretazione di Joanna le è valsa l‘Oscar. Il lungometraggio fu tratto dall’omonimo romanzo del 1977 scritto da Avery Corman.

La mia Africa, regia di Sydney Pollack (1985)

«Nel 1913, una giovane donna danese, Karen Dinesen (la Streep), parte per il Kenya e sposa Bror Blixen (fratello del suo nobile quanto rozzo ex amante), il quale le ha prospettato la cosa come un affare conveniente per entrambi: lui ci guadagnerà i tanti soldi della famiglia di Karen; lei il titolo nobiliare di Bror e la propria ritrovata onorabilità, gravemente compromessa dall’amante nel paese natio. In Africa, la nuova coppia acquista una fattoria, ma a mandarla avanti ed a tentare di dare un senso a quello strano matrimonio è solo Karen, e ben presto i due si separano. Karen si dedica anima e corpo alla sua fattoria, cercando nello stesso tempo, pur osteggiata dalla comunità bianca del posto, di fare qualcosa per gli indigeni. A sostenerla in questa sua fatica quotidiana è l’amore, ricambiato, per Denys Finch Hatton, da lei conosciuto molto tempo prima, un cacciatore innamorato dell’Africa e della natura».

Robert Redford e Klaus Maria Brandauer sono i due interpreti maschili che l’hanno affiancata con grande intensità.

https://www.youtube.com/watch?v=OFHEqm_CytI

I ponti di Madison County, regia di Clint Eastwood (1995)

Anche questo è stato tratto da un libro che è ha fatto versare lacrime su lacrime proprio come il film.

«Ricevendo il lascito testamentario della madre Francesca Johnson (la Streep) con la sconcertante richiesta che le sue ceneri vengano gettate nel fiume dal ponte Roseman, i due figli Michael e Caroline, spulciando tra le carte, trovano una lettera e tre diari della madre che raccontano loro dei fatali quattro giorni dell’autunno 1965 quando lei era sola in casa, mentre loro due insieme a loro padre Richard, erano partiti per alcuni giorni per una fiera di bestiame. L’arrivo di Robert Kincaid, un fotografo del National Geografic giunto a fotografare i ponti coperti della zona, interrompe la monotonia della giornata per Francesca che lo accompagna al ponte; gli rivela la sua origine italiana, di Bari, dove lui è stato a far fotografie. Robert, cordiale, le offre dei fiori; lei gli racconta che ha incontrato Richard, prima che diventasse suo marito, quando era militare a Napoli, durante l’ultima guerra. La vita è tranquilla nell’Iowa, forse troppo: a poco a poco tra i due nasce un sentimento irrefrenabile che fa divampare la passione».

Il diavolo veste Prada, regia di David Frankel (2006)

Tratto da un best-seller di Lauren Weisberger. La protagonista, grazie a questo film e alla spettacolare interpretazione della Streep, è diventata un vero e proprio appellativo attribuibile a chi si comporta come lei.

«Nel favoloso e sfavillante mondo della Moda, Miranda Priestly (la Streep appunto) è un mito assoluto. Esile ed elegante come nessuna, dirige la rivista patinata più venduta e prestigiosa del pianeta.
Quando Andrea Sachs – ventitre anni, una laurea in tasca e in testa il sogno di diventare scrittrice – accetta di lavorare per lei in cambio di una futura raccomandazione, non sospetta di avere stretto un patto con il diavolo. Perché Miranda – l’algida, sofisticata Miranda – dietro l’aspetto impeccabile, nasconde un’indole velenosa e volubile, capace di trasformare la vita di Andrea in un vero e proprio inferno… ».

https://www.youtube.com/watch?v=xRE_fG7FRaQ

Mamma Mia! – film, regia di Phyllida Lloyd (2008)

Da giovanissima sognava di essere un soprano, in questo musical effettivamente dimostra delle ottime doti canore e si cimenta con dei brani indimenticabili degli Abba.

«Donna (Streep) è una madre single e indipendente, che ha cresciuto da sola la vivace figlia Sophie, (Amanda Seyfried), ormai prossima alle nozze, e che ha gestito con successo un piccolo hotel su una splendida isola in Grecia. Al matrimonio di sua figlia, Donna ha invitato anche le sue due migliori amiche: Rosie (Julie Walters), una donna dotata di realismo e senso pratico, e Tanya (Christine Baranski), ricca e pluridivorziata. Entrambe, in passato, avevano fatto parte della sua band musicale, Donna and the Dynamos. Tuttavia, anche Sophie ha in serbo delle sorprese. La ragazza, che sogna di farsi accompagnare all’altare dal suo vero padre, invita alle sue nozze tre uomini del passato di Donna, che 20 anni prima avevano già visitato questo angolo di paradiso mediterraneo. Nel corso di 24 ore magiche e folli, i protagonisti vivranno nuovi amori e riscopriranno antichi sentimenti, nella cornice da sogno di un’isola che sembra offrire infinite possibilità».

The Iron Lady, regia di Phyllida Lloyd (2011)

«The Iron Lady (la Streep), ovvero Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un’enorme ondata di ricordi. Al punto che, proprio mentre si accinge a dare inizio alla sua giornata, Denis le appare, vero come quando era in vita: leale, amorevole e dispettoso. Lo staff di Margaret manifesta preoccupazione a sua figlia, Carol Thatcher, per l’apparente confusione tra passato e presente dell’anziana donna. Preoccupazione che non fa che aumentare quando, durante la cena che ha organizzato quella sera, Margaret intrattiene i suoi ospiti incantandoli come sempre, ma a un bel momento si distrae rievocando la cena durante la quale conobbe Denis 60 anni prima. Il giorno dopo, Carol convince sua madre a farsi vedere da un dottore. Margaret sostiene di stare benissimo e non rivela al medico che i vividi ricordi dei momenti salienti della sua vita stanno invadendo le sue giornate nelle ore di veglia». E anche in questo caso non poteva che vincere un Oscar come miglior attrice protagonista.

 

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