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Caso Scieri, svolta clamorosa: sotto inchiesta l’ex comandante della Folgore

L’ex comandante della Folgore Enrico Celentano, 76 anni, è indagato dalla procura di Pisa ed è stato interrogato dai pm. La notizia è riportata da Antonella Mollica sul Corriere Fiorentino. L’atto è clamoroso perché riguarda le indagini sulla morte di Emanuele Scieri, 26 anni, siracusano.

Il giovane, parà militare di leva, fu trovato morto 20 anni fa, il 16 agosto 1999, 3 giorni dopo la sua scomparsa, nella caserma Gamerra di Pisa, guidata all’epoca da Celentano.

Favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero sono le ipotesi di reato contestate al generale ora in pensione. I magistrati pisani hanno interrogato Celentano per 4 ore ieri 4 luglio. Gli avevano notificato un invito a comparire.

Stando al Corriere Fiorentino, quando i pm hanno chiesto a Celentano dove fosse la sera del 13 agosto 1999, il momento in cui  Emanuele scomparve all’interno della caserma, lui ha risposto come ha sempre fatto: non ricordo. Ma i tabulati telefonici rilevano la sua presenza a Pisa. E la sera del 13 agosto alle 23.45 da un cellulare agganciato alla cella della caserma partì una chiamata diretta alla sua abitazione a Livorno. All’alba del 15 agosto poi Celentano fece un’insolita ispezione intorno alla caserma, senza mai chiarire i motivi.

Scieri fu trovato senza vita tre giorni dopo la sua scomparsa, ai piedi di una torre di prosciugamento dei paracadute all’interno della Gamerra, sede del centro di addestramento della Folgore.

Un anno fa la svolta nell’inchiesta: la procura indaga tre commilitoni del giovane, uno dei quali viene anche arrestato, per omicidio volontario in concorso. Per la morte di Emanuele ora salgono a 4 gli indagati: c’è anche Celentano.

I tre commilitoni di allora, oggi quarantenni, sono accusati di omicidio volontario in concorso: l’ex caporale Alessandro Panella di Cerveteri, arrestato un anno fa, Andrea Antico, militare dell’esercito in Romagna e Luigi Zabara, di Frosinone, disoccupato.

Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile di Firenze che da due anni stanno portando avanti le indagini, la notte del 13 agosto 1999, Emanuele fu ucciso dal nonnismo che in quegli anni regnava incontrastato nella caserma pisana.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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