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Ettore Weber, il domatore di felini morto sbranato: storia di un pericoloso gioco di potere

La sera del 4 luglio 2019 Ettore Weber aveva raggiunto Triggiano, nei pressi di Bari, in vista della prossima tappa italiana dello spettacolo del Circo Monti. Ettore era uno dei più stimati domatori di grandi felini a livello nazionale, per questo la sua morte si colloca in un tortuoso e attualissimo dibattito, in bilico tra l’etica e il fascino del pericolo.

Ettore Weber: storia di un domatore di felini

Ettore aveva 61 anni quando è andato incontro ad una morte tragica quanto inaspettata, per un professionista come lui. Prima che le quattro tigri con cui stava provando lo spettacolo gli si rivoltassero contro fino a sbranarlo, Ettore aveva dedicato tutta la sua vita alla passione per i felini. Se ne andava in giro per l’Italia con il suo gruppo di amici al seguito: tigri siberiane e reali del Bengala, cavalli, cammelli, bisonti, zebre, lama, giraffe, ippopotami e dromedari.

Una vita segnata dall’attività circense e dal rischioso gioco di potere con quegli animali che tanto lo affascinavano, e che sapientemente domava. Sposato con Loredana Vulcanelli, anche lei artista circense, Ettore lavorava da anni per il circo di Marina Orfei, occupandosi allo stesso tempo della sua creatura personale, il Circo Weber. Ultimamente stava esplorando le possibilità di un nuovo tipo di spettacolo interattivo, Animal Park, da lui definitivo un vero “viaggio socio-educativo tra gli animali dei cinque continenti”.

Ucciso dai suoi animali

Il figlio che si rivolta al padre: questo potrebbe aver pensato Ettore nei suoi ultimi istanti di vita, con l’appassionata ingenuità che caratterizzava la sua visione di artista circense e domatore di animali, forse, indomabili.

Weber stava ultimando le prove dello spettacolo quando uno dei quattro animali lo ha azzannato senza preavviso, trascinandosi dietro anche gli altri tre. Una morte inevitabile, causata da ferite dilanianti. Dopo averlo morso fino ad ucciderlo, le tigri hanno continuato ad accanirsi sul corpo del domatore, finché qualcuno non è riuscito ad intervenire e riportarle nelle gabbie.

La spinosa questione dei circhi in Italia

Cosa sia scattato nella mente delle tigri e quanto abbia a che fare con il loro stato di cattività, invece, è un’altra storia. Un argomento spinoso ed attuale, che inserisce la morte di Weber nel quadro di un più ampio umorismo nero. Il fatto che uno dei più prestigiosi domatori circensi sia morto a pochi giorni dall’atteso tavolo di confronto sulla situazione dei circhi in Italia, sembra porre un accento drammatico e definitivo sulle sorti etiche della questione.

L’incontro tra il Ministero dei Beni culturali e gli enti locali, per discutere ufficialmente il superamento della presenza degli animali nei circhi italiani, si terrà l’11 luglio 2019. “Voglio gli animali fuori dai circhi e sto lavorando per questo”, ha dichiarato il ministro Alberto Bonisoli lo scorso maggio, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Elisa Allen: “Gli istinti di base di un predatore non spariranno mai”

L’episodio della morte di Ettore Weber ha inevitabilmente dato da pensare proprio a chi lotta per abolire la presenza degli animali nei circhi. Senza il gusto della speculazione né il compiacimento di chi lo aveva previsto, l’intervento di Elisa Allen ha tuonato con la solennità di un ultimo, urgente monito. La Allen opera attivamente da anni per il boicottaggio dei circhi con animali, in veste di Presidente della PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) l’associazione no profit a sostegno dei diritti animali.

Che sorpresa: un crudele circo con gli animali finisce in uno show dell’orrore. Di nuovo e di nuovo, abbiamo visto che tenere gli animali selvatici in cattività e forzarli di eseguire dei trucchi dolorosi può portare a comportamenti nevrotici e depressione. Gli istinti di base di un predatore naturale non spariranno mai, e gli attacchi ad altri animali tenuti in cattività, così come ad esseri umani, non sono rari. Chiediamo al pubblico di boicottare i circhi con gli animali e al governo italiano di vietare queste istituzioni arcaiche, come hanno già fatto molti paesi europei come l’Austria, la Croazia, la Grecia e la Slovenia.”

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