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Cinema

Spider-Man: Far From Home, l’eroe diventa “teen” e si veste di leggerezza

“Spider-Man: Far From Home” è uscito al cinema e ha già fatto tanto parlare di sé: ce lo aspettavamo tutti, ovviamente. La pellicola parte esattamente da dove era finito il precedente della saga, “Avengers: Endgame”. Spider-Man: Far From Home è il 23esimo film del Marvel Cinematic Universe e anche l’ultimo della soprannominata “fase tre”. Tony Stark, alias Iron Man, aveva riportato in vita tutte le creature e persone eliminate da Thanos: queste vittime si sono ritrovate catapultate in un mondo molto diverso. Sono ormai passati cinque anni e loro non si riconoscono più, sembra loro di essere in un universo sconosciuto. Questo nuovo lungometraggio, con la conferma di Jon Watts alla regia, mantiene le atmosfere e i toni “teen” e ironici di Spider-Man: Homecoming. 

Peter Parker (Tom Holland) non riesce a staccarsi dalle conseguenze dello scontro finale, tra bene e male, di Avengers: Endgame. Con Peter, anche il suo amico Ned e la zia May erano poverizzati, ma adesso sono ritornati ad essere ciò che erano prima del disastro. Peter Parker vuole solo essere un adolescente, come tutti i suoi coetanei, ma soprattutto vivere una vita normale. Vuole fare ciò che fanno esattamente i ragazzi della sua età, a partire dalle pene d’amore e le cotte adolescenziali. Approfitta dell’occasione di una gita scolastica in Europa, per poter corteggiare Michelle “MJ” Jones (Zendaya), che con lui è scontrosa e schiva. Ma a lui non importa e la cotta per la ragazza sarà il leitmotiv di tutta la trama. Al contempo, nonostante lui sia impegnato in altro, Nick Fury (Samuel L. Jackson) lo cerca.

Spider-Man: Far From Home: l’eroe Marvel arriva in Europa! E’ qui che vorrebbe dichiarare tutto il suo amore a MJ, in cima alla Torre Eiffel, a Parigi. Ma, prima di arrivare in Francia, fa una tappa a Venezia! E’ divertente immergersi nelle atmosfere nostrane e ascoltare, allegramente, Bongo Cha Cha Cha di Caterina Valente. Nessuno della troupe cinematografica è venuto in Italia a girare la pellicola. Venezia è una ricostruzione negli studios Warner Bros, di Leavesden. Il ponte di Rialto, il mercato del pesce e tutto ciò che si vede non sono altro che finzione. La stessa cosa è accaduta per le location di Berlino, la zona rurale del Messico e alcuni angoli della città di New York.

Peter Parker non ce la fa a non cacciarsi sempre nei pasticci: si lascia coinvolgere nei piani dell’ex capo dello S.H.I.E.L.D. Fury ha bisogno dell’aiuto di Spider-Man per combattere creature misteriose, gli Elementali, che rappresentano acqua, fuoco, terra e aria. Queste vogliono distruggere il pianeta, come hanno già fatto per il mondo da cui arriva Quentin Beck (Mysterio), che li ha seguiti (apparentemente) per distruggerli. Addirittura finisce per mettere in scena un finto combattimento, sia a Venezia che Praga, per farsi riconoscere come eroe. In realtà, però, vuole una tecnologia unica, che Tony Stark ha lasciato in eredità a Peter Parker. 

Spider-Man: Far From Home ci mostra una dicotomia molto particolare ma che, allo stesso tempo, riesce a bilanciare la pellicola. Si alternano scene da commedia, molto leggere e divertenti, da film per teenager, a scene d’azione, dall’altissimo valore cinematografico. In queste ultime, è palese un uso preciso e perfetto degli effetti speciali, che fanno muovere Spider-Man con fluidità e velocità. Nulla sembra posticcio o forzato, lui è un eroe incredibile, veloce, atletico e spettacolare, come ci si aspetterebbe.

Peter Parker, e Spider-Man, in Spider-Man: Far From Home, rimane ingabbiato in un ruolo eccessivamente macchiettistico, a tratti banalmente adolescenziale. Non sembra sia fiero della sua doppia vita da supereroe, ma pare che lo faccia per una gloria personale, ma vuota. La storyline del suo amore per MJ funziona bene, certo. E Tom Holland e Zendaya, in questo ruolo, sono piacevoli, teneri buffi. Calzano perfettamente nel ruolo ma, come molti avranno pensato, non c’è nulla di nuovo nel loro tenero innamoramento. Come nulla di nuovo esiste nei personaggi, forse troppo da cliché che ruotano intorno a Peter. Certamente la vena “teen” ed umoristica, a tratti comica, di Spider-Man: Far From Home serve ad allentare le tensioni di Avengers: Endgame. E, nel complesso, tutto risulta ben coeso ed armonico ma – ammettiamolo – che tutti ci saremmo aspettati qualcosa di più.

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