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La Francia premia Carola, scontro con l’Italia. Dura replica di Salvini

I legali italiani di Carola Rackete hanno depositato in Procura di Roma la denuncia della capitana della nave umanitaria Sea Watch 3 contro il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nella denuncia si ipotizzano i reati di istigazione a delinquere e diffamazione. Intanto la Francia premia con una medaglia la comandante tedesca, “ancora perseguita dalla giustizia italiana”. Rackete sollecita il sequestro preventivo dei profili social con riferimento alle pagine Facebook e Twitter dell’account ufficiale di Salvini.

Le due capitane della Sea Watch 3, Carola Rackete e Pia Klemp, riceveranno la medaglia Grand Vermeil, la massima onorificenza del Comune di Parigi, per aver salvato migranti in mare”, annuncia il municipio della capitale francese. Il riconoscimento vuole simboleggiare “la solidarietà e l’impegno di Parigi per il rispetto dei diritti umani” e va alle due operatrici umanitarie tedesche “ancora perseguite dalla giustizia italiana”, si legge in un comunicato.

La replica di Salvini non si è fatta attendere. Il comune di Parigi “evidentemente non ha niente di meglio di fare” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Speronare una motovedetta comporta dei premi, ho sbagliato mestiere nella vita”, ha aggiunto il titolare del Viminale con ironia.

 

Sea Watch, Carola torna libera. Salvini furibondo

(notizia del 3 luglio 2019) Il gip di Agrigento non ha convalidato l’arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete. E non ha disposto nei confronti della giovane tedesca alcuna misura cautelare. La Procura aveva chiesto la convalida del provvedimento e il divieto di soggiorno in provincia di Agrigento. Carola dunque torna libera.

“Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di Finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perché pericolosa per la sicurezza nazionale”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini commenta la decisione del gip di Agrigento.

“Non ho parole. Cosa bisogna fare per finire in galera in Italia? Mi vergogno di chi permette che in questo paese arriva il primo delinquente dall’estero e disubbidisce alle leggi e mette a rischio la vita dei militari che fanno il loro lavoro. Se stasera una pattuglia intima l’alt su una strada italiana chiunque è tenuto a tirare diritto e speronare un’auto della polizia. Pessimo segnale signor giudice“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini in una diretta facebook dopo la decisione del gip sulla capitana della Sea Watch.

Solidarietà a Carola Rackete è stata espressa oggi dai banchi della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo da parte di alcuni eurodeputati. I quali hanno portato in aula cartelli che chiedevano la liberazione della comandante della nave Sea Watch 3. “Liberate Carola” e “Il soccorso non è un crimine” alcuni dei testi apposti nei manifesti esposti in aula alla prima seduta plenaria. Nei cartelli anche le fotografie che ritraevano la capitana Carola, stando a quanto si poteva vedere dalle immagini mandate in onda dal circuito del Parlamento europeo.

Il prefetto di Agrigento Dario Caputo, che per tutta la serata è stato in contatto diretto col Viminale, ha firmato il provvedimento di allontanamento dall’Italia nei confronti della Rackete. La decisione è stata presa dopo avere approfondito i profili amministrativi della vicenda. Il provvedimento del prefetto dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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