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“Asteroide pericoloso…”. L’allarme della Nasa, ecco perché

Nelle scorse settimana il pericolo avrebbe dovuto affacciarsi sul nostro pianeta il prossimo mese di settembre. Non è così. Dalla Nasa arriva un contrordine. Occorre fare attenzione a questi prossimi giorni di agosto. Si chiama infatti 2006 QQ23 il nuovo asteroide potenzialmente pericoloso. Un corpo celeste che potrebbe schiantarsi sulla Terra il prossimo 10 agosto 2019.

Quello avvistato dagli uomini dell’agenzia spaziale Usa, 2006 QQ23, è un asteroide osservato per la prima volta il 21 agosto 2006 e che il prossimo 10 agosto 2019 si troverà a una distanza tutt’altro che eccessiva dalla Terra. La sua velocità quel giorno sarà di 4,67 chilometri al secondo. I termini di magnitudine assoluta misura 20.1 mentre il suo diametro è stimato tra i 250 e i 570 metri.

L’asteroide 2006 QQ23 è stato classificato Athen e appartiene al gruppo Neo, cioè quel gruppo di asteroidi considerato “potenzialmente pericoloso” . In ogni caso, per quanto la Nasa avverta di una pericolosità potenziale di questo corpo celeste, le cose non devono preoccuparci in maniera eccessiva. Non abbiamo infatti la certezza che l’asteroide si distruggerà cercando di entrare nell’atmosfera terrestre. E non sappiamo neppure con sicurezza se raggiungerà il suolo. Impossibile dire, dunque, se un eventuale impatto sulla Terra dovesse provocare danni, come interferenze con i satelliti, terremoti o tsunami.

Photo credits: Twitter

Nasa, la scoperta shock: asteroide pieno d’oro ci renderebbe tutti miliardari

(notizia dell’8 luglio 2019). Dal 2026 la Nasa (l’agenzia spaziale degli Stati Uniti) dovrebbe cominciare a esplorare 16 Psyche. Si tratta di asteroide non molto lontano che contiene oro e altri metalli preziosi in tale quantità, secondo i ricercatori, da rendere potenzialmente miliardari i 7 miliardi di uomini sulla Terra.

L’asteroide 16 Psyche, dunque, potrebbe cambiare per sempre il nostro le condizioni economiche e sociali degli umani. È uno degli asteroidi più grandi del sistema solare con i suoi 250 chilometri di diametro. Si muove nello spazio tra le orbite di Marte e Giove. È composto da metallo solido.

Insieme a tanto oro, conterrebbe anche molto platino, ferro e nichel. In totale, si stima che i vari metalli di Psyche valgano la gigantesca e inimmaginabile cifra di 10.000 milioni di miliardi di dollari. Questo significa che se lo portassimo sulla Terra, distruggerebbe i prezzi delle materie prime e provocherebbe il collasso dell’economica mondiale.

La Nasa vuole verificare l’ipotesi secondo gli asteroidi fra cui Psyche in passato siano stati simili a vulcani. Aggregati di metallo fuso che hanno continuato a eruttare lava finché non si sono raffreddati. Formatisi in seguito a violente collisioni che avrebbero bloccato il loro consolidamento verso la dimensione di pianeti veri e propri. Una teoria corroborata anche da una simulazione descritta da Francis Nimmo e Jacob Abrahams, dell’Università della California di Santa Cruz, sulla rivista Geophysical Research Letters.

Sono proprio le tracce di questo passato turbolento che la missione della Nasa andrà a cercare. Quando nel 2026 raggiungerà l’asteroide 16 Psyche, in orbita nella fascia compresa tra Marte e Giove. Tuttavia, altri preziosi indizi potrebbero essere nascosti anche nei meteoriti caduti sulla Terra. Come spiega Francis Nimmo: “Ci sono molti meteoriti metallici. Ora che sappiamo cosa cercare potremmo cercare le prove del vulcanismo. Se il materiale è esploso sulla superficie – ha concluso – si è raffreddato molto velocemente. Questo si rifletterebbe nella composizione del meteorite e potrebbe esserci dei buchi lasciati dalla fuga dei gas”.

Photo credits. Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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