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Carabiniere ucciso a Roma, confessa un ragazzo americano: “Sono stato io…”

Ha confessato uno dei due giovani cittadini americani fermati nella giornata di venerdì 26 luglio a Roma oggi per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento. Nella camera d’albergo dei ragazzi a Roma è stato trovato il coltello. Secondo quanto riporta l’agenia di stampa AdnKronos, il presunto assassino di Mario Cerciello risponde al nome di Elder Lee; il suo complice si chiama Natale Hjorth. Entrambi sono ventenni.

Secondo la ricostruzione dei fatti svolta finora, i due erano in cerca di droga a Trastevere (nel combo in alto: a destra i due giovani, a sinistra ripresi dalla videosorveglianza). La sostanza acquistata, però, era semplice aspirina: lo spacciatore li aveva ingannati. Per questo motivo i giovani non avevano esitato a rubare la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi. Nel borsello anche il cellulare dello spacciatore.

L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa. A questo punto, all’orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa.

Lì hanno incontrato i due ragazzi che hanno scatenato una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali. “Quando ho sentito Mario urlare ho lasciato quell’uomo e ho provato a salvarlo, perdeva molto sangue” avrebbe raccontato Andrea Varriale, l’altro carabiniere intervenuto.

I funerali di Mario Cerciello Rega saranno celebrati lunedì 29 luglio alle 12 a Somma Vesuviana, il suo paese di origine, nella chiesa di Santa Croce. Si tratta della stessa chiesa dove un mese e mezzo fa il carabiniere si era sposato. Lo si apprende dal Comune di Somma Vesuviana.

Mario Cerciello Rega (foto Facebook)

Photo credits: Twitter

Roma, carabiniere ucciso a coltellate: fermati due cittadini americani

(notizia del 26 luglio 2019) Ore 18:42 – Sono due le persone – entrambi cittadini americani – che sono state fermate dalle forze dell’ordine nell’ambito delle indagini sull’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, avvenuto nel corso di un servizio contro un tentativo di estorsione.

AGGIORNAMENTO ORE 14:41 – Almeno quattro persone si trovano in caserma per essere ascoltate nell’ambito delle indagini sulla morte del vice brigadiere Mario Cerciello Rega .

È caccia a due uomini a Roma dopo l’uccisione, nella notte fra ieri e oggi 26 luglio, di un carabiniere in servizio. Il militare, Mario Cerciello Rega, vice brigadiere di 35 anni, è stato colpito con alcune coltellate. È avvenuto in centro, quartiere Prati, in via Pietro Cossa, a due passi da piazza Cavour e dal Tevere.

Il luogo dell’accoltellamento (foto Velvet Mag)

Cerciello Rega, originario di Somma Vesuviana (Napoli), si era sposato il 19 giugno scorso e da pochi giorni aveva compiuto gli anni.L’uomo sarebbe stato ucciso per cento euro: è questa la cifra che sarebbe stata chiesta in cambio della restituzione di un borsello rubato dai due. Quello che in gergo si chiama “cavallo di ritorno”.

I due uomini fuggiaschi sono ora ricercati senza sosta dalle forze dell’ordine. Da una prima ricostruzione, il vice brigadiere 35enne durante un servizio con alcuni colleghi stava procedendo al fermo di due persone considerate responsabili di furto e estorsione.

Improvvisamente uno di loro avrebbe estratto un coltello ferendo più volte il militare. Poi entrambi sono scappati. Malgrado il trasporto d’urgenza in ospedale, il carabiniere non ce l’ha fatta ed è ha perso la vita.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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