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Tumori, un esercito di micro-robot per combatterli meglio

Un esercito buono di salvifici micro-robot. Potrebbe essere questa la futura arma contro i tumori del corpo umano. A sostenere l’ardita tesi è la rivista Science Robotics dal gruppo del California Institute of Technology (Caltech) guidato da Lihong Wang e Wei Gao.

Ma cosa sono i robot quasi invisibili? Si tratta di minuscole navette cariche di farmaci che, guidate a distanza, vengono introdotte nell’organismo per consegnare il loro contenuto nel posto giusto. E anche al momento giusto. Sperimentati finora negli animali per studiarne l’efficacia nei tumori del tratto digestivo, i minuscoli robot potrebbero presto essere adoperati sull’uomo.

Sono in pratica sfere di magnesio. Ricoperte da sottili strati di oro e di un derivato del benzene. Sono resistenti ai succhi gastrici. Gli strati lasciano scoperta una piccola parte della sfera, che reagisce con i fluidi del tratto digestivo generando piccole bolle. Il flusso di tali bolle spinge la sfera avanti finché il robot non tocca il tessuto vicino.

I micro-robot vengono così guidati verso il tumore. Si utilizza una Tac che sfrutta gli impulsi della luce laser a infrarossi. E che permette di visualizzarli in tempo reale. Una volta arrivati vicino al tumore, i robot vengono attivati da un raggio laser ad alta potenza e onde continue. Irradiata con luce a infrarossi, la capsula che li avvolge si disintegra. In questo modo li rilascia e permettere loro di aderire al tessuto del tumore, liberando il farmaco.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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