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Clima impazzito, brucia la Siberia: ecco perché è un problema di tutti [VIDEO e FOTO]

Si calcola che siano circa 3 milioni gli ettari di boschi (un ettaro è pari a 10 mila metri quadrati di superficie) distrutti dagli incendi in Siberia. I roghi vanno avanti senza sosta da parecchi giorni. Sembra che siano favoriti dalle alte temperature, inusuali per quell’area della Russia prossima all’Artide, e dal vento forte. Il video che vi mostriamo più in basso è stato postato su Twitter dall’agenzia internazionale di videonotizie Ruptly, basata a Berlino.

Roghi fuori controllo infuriano anche in Groenlandia, Alaska e Scandinavia. Gli esperti sono convinti che i cambiamenti climatici in atto sulla Terra, e in particolare il surriscaldamento dovuto ai gas serra prodotti in buona parte dalla civiltà umana, siano tra i fattori scatenanti di questa catena di incendi estivi non lontani dal Polo Nord.

Il presidente Vladimir Putin ha inviato in Siberia alcune unità anti-incendio dell’esercito ma è troppo poco. Come riporta l’Agence France Presse, il ministero della Difesa moscovita ha dispiegato dieci aerei e dieci elicotteri anti-incendio. Si sono tutti mossi verso le regioni di Kransojarsk e Irkutsk, in Jacuzia, le zone più colpite. Lì operano al momento circa 800 vigili del fuoco.

Dal canto suo il presidente statunitense, Donald Trump, ha offerto il suo aiuto alla Russia.  Stando all’agenzia di stampa Ria Novosti, Putin ha apprezzato l’offerta di aiuto. L’ha valutata come un buon segno del miglioramento delle relazioni bilaterali.

Innescati spesso dai lampi, i giganteschi incendi boschivi anche in passato hanno attraversato la Siberia. Tuttavia questa volta il livello raggiunto è eccezionale. Suscita apprensione per l’impatto sull’ambiente. In particolare sul surriscaldamento globale, per via delle emissioni di anidride carbonica (CO2) e delle polveri sottili. Secondo gli ambientalisti, questo disastro contribuirà ad accelerare lo scioglimento dei ghiacciai dell’Artico.

Anche Leonardo Di Caprio, la star di Hollywood da sempre in prima linea nella difesa dell’ambiente, è sceso in campo sui social media, denunciando che i vasti sono “il segno della crisi climatica”. “Il Circolo Polare Artico sta soffrendo di un numero di incendi senza precedenti, ultimo segno di una crisi climatica“, ha scritto l’attore e attivista, postando su Instagram un video del quotidiano inglese The Guardian, che mostra la gravità della situazione.

Le fiamme“, continua il post di Di Caprio, “stanno producendo colonne di fumo visibili dallo spazio“. “L’Organizzazione meteorologica mondiale”, ricorda Di Caprio, “ha detto che gli incendi, in un mese, hanno emesso tanta CO2 quanto l’intera Svezia fa in un anno”. A Di Caprio, di recente, era stato indirizzato anche un accorato appello degli attivisti russi che si battono per preservare il lago Bajkal. Si tratta del lago più profondo del mondo, minacciato dall’inquinamento. “Te lo chiediamo a nome della Russia: vieni a salvare il lago Bajkal”, gli avevano scritto in tanti sui social media.

Una mappa degli incendi attualmente presenti in Russia. In alto uno dei roghi di notte

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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