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Portano in ospedale la loro bambina di 10 anni e scoprono qualcosa di terribile

Una bambina di appena 10 anni di Vimercate (Monza) è rimasta vittima di una vicenda che ha dell’incredibile. Alunna di quinta elementare, è arrivata al pronto soccorso di Monza al culmine di una crisi di nervi. Si è poi scoperto, racconta su Quotidiano.net Barbara Calderola, che vive seri problemi di droga.

Reazioni incontrollabili avevano allarmato i genitori che non riuscivano a spiegarsi quella collera. La famiglia, italiana, è una come tante, senza problemi di tossicodipendenze alle spalle. Al culmine della tensione, mamma e papà hanno preso la piccola e l’hanno portata in ospedale.

Pochi istanti dopo la visita, racconta Calderola su Quotidiano.net, i primi terribili sospetti dei dottori e poi la conferma dalle analisi cliniche: la bambina dapprima avrebbe fumato spinelli per poi passare alla cocaina. Un uso saltuario ma sufficiente a lasciare una chiara traccia sulla carta del referto e nella sua psiche ancora molto fragile.

Nessuno in casa si era accorto di nulla, né a casa né a scuola, e anche questo, per quanto incredibile, può succedere. Secondo Quotidiano.net, la bambina avrebbe raccontato ai medici il vuoto di lunghi pomeriggi trascorsi da sola quando sia mamma che papà sono a lavorare. Ore riempite andandosene in giro coi soldi della paghetta. Denaro che è finito nelle tasche di spacciatori senza scrupoli, spesso anch’essi vittime: ragazzini poco più grandi d’età.

Alcuni giorni fa la piccola ha rotto la sua barriera interiore ed è riuscita ad aprirsi, almeno in parte. Anche se, terrorizzata, non ha indicato chi siano gli spacciatori con cui ha avuto a che fare. Dopo il ricovero è stata trasferita in una comunità per minori. Il percorso di cura coinvolge anche la famiglia. Per gli specialisti un lavoro difficile e delicato: “Non giudichiamo nessuno, cerchiamo solo di aiutare tutti” spiegano.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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