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Nuovo lutto per il commissario Montalbano: ecco chi è scomparso

È morto lunedì 5 agosto Alberto Sironi, regista. Sironi è divenuto celebre per avere diretto la maggior parte delle puntate tv del Commissario Montalbano di Andrea Camilleri interpretate da Luca Zingaretti. Era originario della provincia di Varese e aveva 79 anni.  Dopo la scomparsa di Camilleri lo scorso 17 luglio, la morte di Sironi rappresenta un altro grave lutto per il mondo dello spettacolo italiano e per lo stesso Luca Zingaretti.

L’attore che impersona il commissario Montalbano fu infatti scelto fin dall’inizio proprio da Alberto Sironi. Come racconta online su Repubblica Valeria Rusconi, Zingaretti lo estrasse come un asso da una tripletta di carte: c’erano solo tre attori. “Uno non poteva venire perché aveva litigato con la moglie e aveva un occhio nero”, ricordava, “l’altro non ha fatto un ottimo provino, Luca invece è stato bravissimo”.

Lo scorso 26 luglio l’ultimo ciak sul set siciliano per le riprese dei tre episodi che compongono la quattordicesima stagione de Il Commissario Montalbano. E che vedremo nel 2020 su Rai 1. Il set con la regia di Sironi era stato sospeso per lutto il giorno della morte di Andrea Camilleri il 17 luglio 2019 a Roma. In quei giorni aveva preso il comando della regia lo stesso Zingaretti per una indisposizione di Sironi. Per i tre nuovi episodi sono stati adattati sul piccolo schermo i seguenti racconti e romanzi di Camilleri: La rete di protezione; Il metodo Catalanotti; Infine c’e’ Salvo amato Livia mia.

Photo credits: Twitter

È morto Andrea Camilleri: lo scrittore siciliano era il padre di Montalbano

(articolo del 17 luglio 2019, di Francesca Romagnuolo). È morto oggi, mercoledì 17 luglio, all’età di 93 anni lo scrittore siciliano Andrea Calogero Camilleri. Grande uomo di cultura, pensatore e “poeta” della prosa italiana, era ricoverato da tempo, in seguito ad un arresto cardiaco, al Santo Spirito di Roma.

Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.

Andrea Camilleri era nato a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento in Sicilia, il 6 settembre del 1925. La sua vita è stata completamente votata all’arte e alla bellezza delle parole. Perché lui non era solo uno scrittore, ma un cultore del racconto, dal romanzo alla televisione, fino alla scrittura per il teatro. Era un artigiano instancabile, perfezionista, umile. Le sue parole in televisione, i suoi audiolibri, in cui dar voce alle sue creazioni, sono già pezzi di cultura italiana, impressi nel tempo. I suoi punti di vista, sempre “folli”, da uomo e da artista. A lui non è mai importato: Andrea Camilleri si sarebbe fatto uccidere per i suoi ideali.

Ha regalato alla nostra storia un pezzo indimenticabile di vita, che però resterà per sempre. Tante le creazioni letterarie della sua lunga carriera: “Un filo di fumo” (1980), in cui ha presentato, per la prima volta, la cittadina inventata di Vigata, in Sicilia. Ne “La forma dell’acqua” (1994), sempre a Vigata, nasce, sotto forma antropomorfa, la sua più grande è nota creazione: il Commissario Montalbano.

Andrea Camilleri era la voce del cuore e della mente di Salvo Montalbano a cui, come molti scrittori prima di lui, regalava i suoi pensieri. Convinto antifascista nella vita, credeva fortemente nella libertà e nella possibilità di avere un sogno di salvezza. Luca Zingaretti, nel ruolo del Commissario siciliano, ha recitato il ruolo del più amato degli show televisivi italiani. Nonostante le repliche, mandate in onda anche per la quarta volta, il successo è sempre stato strabiliante. Già nel 2006, Andrea Camilleri aveva consegnato l’epilogo finale della storia del Commissario Montalbano, chiedendo di mostrarlo solo dopo la sua morte. E noi avremmo preferito non conoscerlo, ma di continuare ad amare e avere un professionista dell’arte unico ed insostituibile.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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