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Governo, voto decisivo sulla Tav: M5S non la vuole e Salvini evoca la crisi

AGGIORNAMENTO ORE 12:59 – Bocciata in Aula la mozione M5S No Tav. Passano tutte le altre mozioni a favore dell’opera. Il Senato ha approvato quella del Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino ha ottenuto 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 no e 2 astenuti.

 

Il governo Conte è per la prima volta davanti alla concreta possibilità di entrare in crisi. Oggi 7 agosto al Senato saranno sottoposte al voto diverse mozioni decisive che spaccano l’alleanza fra Salvini e Di Maio.

La più discriminante è quella sulla Tav. Il Movimento Cinque Stelle ha presentato un documento che chiede di bloccare i cantieri dell’Alta velocità Torino-Lione. Salvini, con la Lega, è infuriato. Ha evocato lo spettro del voto. “Le elezioni anticipate? Lo vedremo anche prima di settembre”, ha detto.

I grillini, che hanno 107 senatori, quindi un terzo circa del totale, hanno la possibilità di mettere in crisi il loro stesso governo. La Lega, che ha 58 senatori, non ha presentato un testo, ma vuole la Tav a tutti i costi. Ed è pronta a votare i documenti presentati da Pd (51 senatori), Forza Italia (61) e Fratelli d’Italia (18). E ha confermato il no al testo M5S. In tutto 6 le mozioni: ci sono anche di +Europa (favorevole all’opera) e Leu (contraria).

Il vicepremier Salvini ha parlato di crisi ieri 6 agosto, al termine dell’incontro con le parti sociali: “È sciocco negare che da qualche mese ci sono polemiche e litigi con critiche surreali come quelle di Toninelli. Si può mantenere il rispetto personale, ma se si esaurisce la spinta…”. Ed aggiunge: “Se riusciamo fare bene e in fretta facciamo. Se dobbiamo inseguirci, polemizzare ribadisco che non siamo incollati alle poltrone. Non ci costringe nessuno. Se il litigio prevale sulla costruzione, il problema c’è e si pone”.

Oggi abbiamo raccolto idee per l’Italia dei prossimi 20 anni. Se riesco ad applicarle bene, altrimenti o le fa qualcun altro o sicuramente non siamo qua attaccati alle poltrone. Questo lo vediamo da qui a breve, anche prima di settembre“, ha affermato ancora Salvini, rispondendo a una domanda sull’eventuale voto anticipato.

Ai sindacati e alle parti sociali Salvini avrebbe detto che occorrono una manovra “vera”, con denaro per investimenti, opere pubbliche, infrastrutture. “Sono pronto ad andare a contrattare la flessibilità necessaria con l’Europa per spendere su questi obiettivi”, avrebbe aggiunto. “Pensiamo a 10-15 miliardi di riduzione delle tasse. A partire dal “superamento del bonus Renzi” degli 80 euro, “che non vale dal punto di vista dell’accumulo contributivo per la pensione. Per superamento si intende la trasformazione in decontribuzione” ha precisato il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia. Il bonus degli 80 euro cambierà, tuttavia resterà – ha spiegato successivamente – “lo stesso effetto in busta paga. E per anche avere effetti pensionistici servono circa 3 miliardi” aggiuntivi.

Salvini in visita al cantiere Tav della Torino-Lione in Val Susa

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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