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Come ritrovarsi in un dipinto: 5 luoghi da visitare che hanno ispirato i quadri famosi

Da un caffè nel sud della Francia alla Valhallveien Road a Oslo, questi luoghi hanno ispirato alcuni degli artisti più famosi del mondo, tra cui Vincent van Gogh, Claude Monet, Edvard Munch e Grant Wood nella realizzazione di alcune opere d’arte iconiche. Quelle famose ambientazioni esistono e si possono ancora visitare.  Gli amanti dell’arte possono vivere i propri dipinti preferiti al di fuori delle mura dei musei e delle pagine dei  libri di storia dell’arte . 

Avete mai sognato di ritrovarvi in un dipinto, di entrare in un quadro di Van Gogh o di Monet? Forse non tutti lo sanno, ma alcune delle ambientazioni di quadri famosissimi esistono nella realtà e si possono visitare. Ecco le cinque location che hanno ispirato alcune opere d’arte iconiche.

1888, Le Café La Nuit di Vincent van Gogh

Tra i 200 dipinti realizzati da Vincent van Gogh, uno dei più celebri è Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles. Il dipinto, ritrae una visione notturna di Place du Forum dove a catturare lo sguardo è un café con tre file di tavolini. In fondo, rue du Palais, in una temperata serata settembrina. Ancora oggi ci si può recare ad Arles e osservare la piazza dalla stessa angolazione dell’opera di van Gogh. Qui, il café, oggi intitolato in memoria del pittore.

È proprio ad Arles, una colorata città nel sud della Francia, che Vincent Van Gogh sviluppò il suo stile distintivo e completò alcuni dei suoi quadri più famosi. “Sulla terrazza”, scrisse Van Gogh in una lettera a sua sorella, “ci sono piccole figure di persone che bevono. Un’enorme lanterna gialla illumina la terrazza, la facciata, il marciapiede e proietta persino la luce sui ciottoli della strada, che assumono una sfumatura violetto-rosa”. Van Gogh dipinse il quadro all’aperto. Potrete rivivere l’atmosfera del dipinto, passeggiando nel punto esatto in cui l’artista installò il suo cavalletto.

L’urlo di Edvard Munch

Negli anni che vanno dal 1893 al 1910, il pittore norvegese Edvard Munch creò la serie di 4 opere chiamate L’urlo. Mentre la tavolozza dei colori e l’attenzione ai dettagli variano da pezzo a pezzo, ogni dipinto presenta la stessa ambientazione: un sentiero che si affaccia su un abisso d’acqua ed un cielo minaccioso. L’opera più celebre del pittore, nasce da uno sputo autobiografico.

Una sera passeggiavo per un sentiero, da una parte stava la città e sotto di me il fiordo… Mi fermai e guardai al di là del fiordo, il sole stava tramontando, le nuvole erano tinte di rosso sangue. Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Ho dipinto questa immagine, dipinto le nuvole come sangue reale. Il colore urlava”. Il quadro non è ambientato sopra un ponte come erroneamente si crede, bensì lungo Valhallveien Road, un punto panoramico di un sentiero in salita sulla collina di Ekberg, sopra la città di Oslo.

Le ninfee e i ponti giapponesi di Claude Monet

Amava dipingere paesaggi reali Claude Monet, dalla serie dedicata a Venezia a quella della Cattedrale di Rouen. Le più amate sono tuttavia probabilmente le serie dedicate al laghetto delle ninfee e al ponte giapponese. Nel villaggio di Giverny, in Normandia, l’artista spese 43 anni della sua vita, dal 1883 al 1926.

Qui Monet comprò un casolare dove da una parte tirò su un vasto giardino chiamato Clos Normand, mentre dall’altra fece costruire il Jardin d’eau. A quest’ultimo si accede tramite un passaggio sotterraneo, che conduce allo stagno delle ninfee attraversato dai ponti giapponesi, costruito artificialmente da Monet sfruttando la confluenza del fiume Epte nel territorio di Giverny. Oggi i visitatori possono accedere tanto alla casa quanto ai giardini, parte della Fondation Claude Monet, e ammirare dal vivo i magici soggetti che catturarono l’attenzione e la fantasia del pittore.

Il Palazzo di Westminster di Claude Monet

Affascinato dai colori cangianti con cui il cielo si rifletteva sul Tamigi, Monet dipinse 25 studi del Palazzo di Westminster. Si ritiene che l’artista abbia realizzato i pezzi da una terrazza del secondo piano dell’ospedale St. Thomas, oggi di difficile accesso.

Una passeggiata lungo le rive e i ponti del fiume offre vedute quasi identiche.

Serie sulla montagna di Sainte-Victoire di Paul Cézanne

Paul Cézanne, tra il 1882 ed il 1906, realizzò almeno 30 dipinti della montagna di Sainte-Victoire, una catena montuosa in Provenza. I dipinti si differenziano per le sperimentazioni che l’artista ha condotto sul colore, la composizione ed il tipo di pennellata.

Conosciuto oggi come Terrain des Peintres, questa splendida vista fa parte del “Cézanne Trail”, che consente ai visitatori di seguire letteralmente le orme dell’artista.

La colazione dei canottieri di Pierre-Auguste Renoir

Un pasto consumato nella veranda aperta del ristorante dei Fournaise sull’isola di Chatou, i cui personaggi sono amici e conoscenti di Pierre-Auguste Renoir stesso. Il soggetto de La colazione dei canottieri emana un’atmosfera festosa e bohémienne. Il ristorante all’interno del quale è ambientata è tuttora in attività grazie a un restauro avvenuto nel 1990: si tratta della Maison Fournaise, situato lungo la Senna a Chatou, appena fuori Parigi.

La colazione dei canottieri è di Pierre-Auguste Renoir è ispirato a la Maison Fournaise, un ristorante sull’isola di Chatou, appena fuori Parigi, che oggi è una destinazione popolare per gli appassionati di impressionismo e un ristorante ancora funzionante. Tutt’oggi il ristorante rimane in attività e invita i visitatori a rivivere le ambientazioni amate da Renoir, cenando sul suo famoso balcone sul fiume.

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