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Cinema

Venezia 76, Achille Lauro: da rockstar dannata al red carpet della Mostra del Cinema

Achille Lauro è esattamente l’ultima persona che ci saremmo aspettati di vedere alla Mostra del Cinema di Venezia. Come dice una sua canzone, c’est la vie. E la vita ci sorprende sempre, come ha sorpreso il cantante discusso e controcorrente, una sorta di rockstar dannata. Lauro si trova al Lido di Venezia perché è protagonista di un cortometraggio crossmediale, dal titolo Happy Bithday. E i suoi due brani, C’est la vie e Midnight Carnival sono la colonna sonora del corto di Lorenzo Giovenga. Nel cast troveremo anche Terry Gilliam, Jenny De Nucci e Fortunato Cerlino. L’opera è stata realizzata da Rai Cinema e One More Pictures ed è un progetto altamente innovativo. Cosa significa che è pensato come cortometraggio crossmediale?

Happy Bithday nasce come cortometraggio lineare, disponibile in esclusiva assoluta su Rai Play lo stesso giorno della proiezione ufficiale di Venezia. Contemporaneamente anche come corto in Virtual Reality 360 pubblicato sulla App Rai Cinema Channel VR. E come Social Story per Instagram e Facebook. Achille Lauro è parte del cast di questo corto, che è ambientato durante una festa molto eccentrica, quasi circense. Sembra un mondo fantastico, onirico e soporifero allo stesso tempo, calato nei meandri dell’odierna società tecnologica.

Sono onorato che mi abbiano chiesto di fare parte di questo progetto. Questa è la mia prima volta alla Mostra e devo dire che tutto l’ambiente è “super pro”. Ho detto subito sì perché c’era di mezzo un tema sociale. Ed è un tema a cui mi sento molto sensibile: io durante i miei concerti chiedo sempre di spegnere i telefoni perché la tecnologia va usata il giusto. L’abuso può essere pericoloso. Con l’esperienza si forma il proprio carattere e rinchiudersi in casa o in se stesso non va bene, perché la vita vera è là fuori.

Happy Birthday tratta il tema dell’hikikomori. Questo è un termine giapponese che indica uno stato patologico di isolamento o di sociopatia. Il problema riguarda sempre di più i giovani ed i giovanissimi che, anziché uscire e socializzare, si rintanano a casa. Ma soprattutto hanno paura a rapportarsi con gli altri, anche con i coetanei. Soffrono profondamente la competizione ed il confronto. Questo disturbo è spesso associato alla cultura nerd, dei videogiochi e della passione smodata per i computer, che costringe alla reclusione nella propria camera. Molto più spesso è associato alla dipendenza da internet e social network, dunque connessa al progresso e non tanto al soggetto stesso. Questo disturbo isola gli individui, per una scelta volontaria, ma li rende ancora più soli ed infelici. Un tema dunque molto delicato, e noi siamo felici che qualcuno lo abbia trattato al cinema.

Sara è la protagonista di questa storia, romantica e triste allo stesso tempo. Organizza una festa per il suo compleanno, scegliendo di travestirsi come Marilyn Monroe, con giocolieri, maghi e la sua band preferita. Dove appunto Achille Lauro è il frontman. Tutto il party non è che un’amara illusione. Il padre di Sara, interpretato dall’incredibile e talentuoso Fortunato Cerlino, cercherà di infilarsi nella nera solitudine di sua figlia. Di abbattere il muro dell’isolamento, che l’ha resa sola, persa ed infelice.

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